Secondo quanto riferisce Il Centro Nazionale di Studi Pirandelliani, il 49° Convegno, in programma nella prima settimana del prossimo mese di dicembre, corre il
Secondo il Centro ciò impedirebbe a 800 giovani d’ogni parte d’Italia di venire ad Agrigento per quattro giorni a fare laboratorio e convegno e annullando la previsione di circa 3.200 presenze turistiche.
La notizia è ufficializzata dai responsabili del Centro Nazionale Studi Pirandelliani di Agrigento, presieduto dal professor Enzo Lauretta. Gli organizzatori dello storico evento culturale, infatti, hanno appreso dell’azzeramento indiscriminato della cosiddetta Tabella H nel bilancio della Regione Sicilia, dove il Centro era stato reinserito. Inoltre, la Provincia Regionale di Agrigento da tre anni ha tagliato il contributo in favore del Centro e il Comune di Agrigento lo ha ridotto a 11 mila euro.
Secondo i responsabili del Centro, senza contributi economici da parte degli Enti e delle Istituzioni, dunque, è a rischio perfino l’esistenza stessa del Centro nazionale Studi Pirandelliani dopo circa 50 anni di attività.
Ma se è vero che questi convegni portano ad Agrigento oltre 4.000 persone, tra turisti e partecipanti, non si riesce a comprendere come la società civile, cioè quelle attività turistiche e commerciali cittadini, non finanziano l’evento.
In qualsiasi parte del mondo si fa così.
Perché in Italia, o meglio in terra siciliana ed in questo caso ad Agrigento, se non arrivano soldi pubblici tutto si ferma?

