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Genocidio a Gaza. L’inganno di Hamas all’occidente

E’ finito, almeno così sembra, il conflitto tra Israele e il gruppo terroristico di Hamas che governava con pugno dittatoriale la striscia.
Durante il conflitto da subito si è parlato di genocidio degli arabi palestinesi e scorrevano sulle pagine dei giornali occidentali notizie “on time” di decine di morti civili ad ogni attacco di IDF ad Hamas.
Il rito era ben studiato. Falsi giornalisti affiliati ad Hamas trasmettevano ad Al Jazeera ed ad altre emittenti arabe numeri inventati circa il numero dei morti civili ad ogni attacco.
L’inganno era ben studiato. Israele combatteva i terroristi e i pesudo giornalisti di hamas trasmettevano in tempo reale alle agenzie di informazione il comunicato dell’inesistente Ministero della Sanità di Gaza numero del tutto inventati.
I numeri variavano e non erano mai meno di 10/17. In poco tempo il termine “genocidio” comincia ad essere scritto sui media arabi e su quelli occidentali che senza alcun controllo riportavano i numeri inventati di sana pianta dal sistema di “disinformazione” dei terroristi.
In tre anni, il numero dei civili morti sotto i bombardamenti di IDF è salito vertigionosamente a 70.000 di cui, sempre secondo hamas, 20.000 bambini.
Politici di sinistra (M5S in testa) , giornalisti, pseudo intellettuali ed opinionisti del momento si riempivano la bocca del termine “genocidio” accusando Netanyahu e il ministro della Difesa di crimini contro l’umanità.
Oggi la tregua ma nessuno a Gaza riesce a trovare le fosse comuni o di tombe improvvisate che dovrebbero confermare il “genocidio”.
L’inganno di Hamas e si è scoperto ma nessuno degli accusatori di Israele ha il coraggio e l’onestà di chiedere scusa.
Questo è l’occidente sinistro. Pronto a puntare il dito contro il cattivo di turno senza avere l’onestà di ammettere di aver sbagliato.
Un antico proverbio cinese cita “”Quando punti il dito per giudicare qualcuno, guarda la tua mano: altre tre dita sono puntate verso di te”.

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