Il 1° gennaio è iniziato l’ultimo anno in Sud Libano per UNIFIL. La missione ONU dispiegata nel 1978 in forza alle risoluzioni ONU 425 e 426 del 1978 per confermare il ritiro delle IDF dal LIbano , ripristinare la sicurezza e assistere il governo libanese a ripristinare la sua sovranità e autorità nazionale, e successivamente riconfermata con la risoluzione 1701 che prevedeva di monitorare la cessazione delle ostilità, sostenere il legittimo governo libanese a riprendere la sovranità politica, economica e finanziaria del sud Libano in mano ad un governo di hezbollah, e ultimo ma non ultimo, assistere il governo libanese nel disarmo di tutti i gruppi terroristici presenti a sud del Fiume Litani.
Il fallimento della ultra quarantennale missione è sotto gli occhi di tutti e le colpe sono essenzialmente politiche.
Il governo libanese, imbrigliato politicamente con la così detta fazione “politica” di hezbollah che ha propri rappresentanti al parlamento, non ha mai veramente intrapreso una campagna di disarmo dei terroristi. Ha subito e ha lasciato che il sud diventasse un piccolo stato autonomo governato sotto traccia – ma non troppo – da uomini politici legati ai terroristi. Sindaci e rappresentanti del clero rispondevano e forse rispondono ancora ad Hezbollah. La stessa UNIFIL è dal 1979 praticamente sotto il controllo di Hezbollah. Non si muoveva foglia e non si muoveva un mezzo UNIFIL che i terroristi non controllassero.
UNIFIL che doveva assistere il governo libanese a disarmare i terroristi è finita per essere essa stessa da questi “controllata”.
Di casi eclatanti che dimostrano la sudditanza a Hezbollah ce ne sono diversi e clamorosi.
Ogni mezzo e ogni pattuglia veniva in un modo o nell’altro controllata, i mezzi italiani che entravano nei villaggi smontavano le mitragliatrici per non urtare gli abitanti. Fatto questo convermato da SMD, e c’è stato un periodo, mai confermato da UNIFIL, durante il quale gli elicotteri italiani potevano atterrare in determinate piazzole indicate da Hezbollah.
Alla cerimonia del quarantennale di ITALAIR,il raggrupamento elicotteri italiano dispiegato nel 1979, il Force Commander ha ringraziato e salutato il rappresentante del clelo anzichè le autorità politiche intervenute. Una variante al protocollo che la dice lunga sulla situazione in cui operavano o cercavano di operare i soldati schierati.
Dopo oltre 40 anni il Consiglio di Sicurezza ha deciso, finalmente, di non rinnovare il mandato e disporre la cessazione della missione al 31 dicembre 2026. Unifil ha un anno di tempo per prepararsi al ritiro dal Libano. Si spera in maniera coordinata. CI sarà un assalto dei terroristi alle infrastrutture di UNIFIL ? Probabile, molto probabile visto l’inconsistenza delle LAF.
Unifil lascia un paese distrutto, con l’inflazione alle stelle e una situazione di sicurezza molto precaria.
Hezbollah in questo ultimo anno anzichè essere disarmato ha continuato ad ammassare armi e munizioni in tunnel e nascondigli vari a cominciare da Beit Lif.
IDf denuncia complicità tra reparti della LAF (Forze Armate libanesi) e i terroristi.
Il Ministero della Difesa israeliano “riconosce la decisione del governo libanese di affrontare il problema del disarmo di Hezbollah e alcuni degli sforzi compiuti dalle Forze armate libanesi in questo contesto”, ma li definisce “limitati”. Hezbollah si sta riarmando più velocemente di quanto venga disarmato e aggiunge che la cooperazione tra alcune unità delle Forze armate libanesi (Laf) e Hezbollah è “deplorevole”.
Israele continuerà la sua difesa dei confini nord e precisa che gli attacchi alle postazioni di Hezbollah non ostacolano in alcun modo il tentativo delle LAF di disarmare i gruppi terroristici.
Questo il quadro della situazione e UNIFIL, l’ONU, la comunità internazionale, Italia compresa, che ha fornito le truppe in questi quarantanni, hanno le stessa responsabilità del governo di Beirut.
Unifil è la vergogna della comunità internazionale. Non c’è alcun merito da ascriscrivere a suo favore.
Purtroppo tanti uomini sono morti credendo nei valori universali e nel lavoro per cui erano chiamati. Unifil ha tradito anche loro.
Michele Santoro




