L’ennesimo colpo messo a segno dalla Magistratura e dalle Forze dell’ordine contro la mafia catanese sta a dimostrare che gli alberi della mafia continuano a spargere semi su tutto il territorio.
Il lavoro dei magistrati e delle Forze dell’ordine, malgrado i limiti economici e di personale, ha risultati eccellenti contro l’organizzazione delinquenziale e l’operazione “Iblis” di Catania, ancora una volta ha dimostrato l’intreccio pericoloso tra ambienti dell’economia, della politica con le organizzazioni mafiose, e che ha portato all’arresto di 48 persone e il sequestro di beni per 400 milioni di euro, sta a dimostrare che.
Non si può quindi che essere soddisfatti di questi successi ma al tempo stesso, guardandoci in giro, non si può non essere preoccupati del fatto che questa lotta alla mafia stia producendo nell’Isola una situazione generalizzata di illegalità diffusa ed impunita .
Leggiamo che secondo alcuni questa operazione della DDA di Catania condotta dai Carabinieri ha messo in luce una “cosa nostra” moderna, cioè quella mafia che si imprenditrice con propri uomini e che usa ed è usata da aziende che prima sono vittime, poi si servono della mafia per ottenere appalti ((ndr.: Siciliainformazionei), e del sistema di collusione con la politica.
Una brutta pagina, ma attenzione. La Sicilia sta piombando nell’abisso dell’illegalità diffusa perché la Magistratura e le forze dell’ordine sono in guerra contro la mafia, mentre gli illeciti istituzionali che sempre più spesso si evidenziano, specie negli appalti pubblici, e che non sono sfiorati dalla mafia, almeno apparentemente, non vengono bloccati.
Bisognerebbe aprire un altro fronte di guerra, ma mancano uomini e mezzi.
E per vedere l’illegalitàdiffusa basta guardarsi un po’ in giro, specie nel trapanese, per accorgersi che sistematiche violazioni alle norme di legge, messe in atto da istituzioni e privati, rimangono “stranamente” non attenzionate.
Continui comportamenti omissivi, violazioni alla procedure di gara, perpetrate da enti istituzionali e violazioni alle norme di legge e ai capitolati speciali d’appalto che comportano tra l’altro “danni” all’erario, sono la routine, impunita, in questa disgraziata Isola.
Mancano mezzi ? Mancano uomini ? O in alcuni casi manca la volontà di intervenire?
Quale che sia la risposta, non ci può essere piena soddisfazione quando si apprende di grandi risultati contro la mafia e si assiste, al contempo, a situazioni illecite che non vengono perseguite dalla Magistratura.
Se da una parte si colpiscono quelli che “ufficialmente” sono appartenenti alla mafia o collusi con essa e si cerca di sdradicare definitivamente l’albero del male, dall’altra, non si possono lasciare impuniti certi sistemi che, anche se non mafiosi, non appaiono meno gravi e delinquenziali di quelli creati dalla mafia.

