Ci risiamo, nuova “esplosione” della condotta principale in sette giorni. Stessa condotta, stesso punto. La vergogna è tutta politica e il caso fortuito nelle “esplosioni” delle condotte principali in vetroresina posate agli inizi degli anni’80 non c’entra. E’ solo questione di incompetenza e incapacità della politica locale e regionale.
Il problema della questione delle condotte colabrodo è noto da almeno 20 anni e tutti quanti si sono succeduti al Palazzo, sindaci, assessori, consiglieri comunali e dirigenti di settore, erano e sono a conoscenza del fatto che le due condotte principali in vetroresina hanno superato da tempo il limite massimo di sicurezza previsto in circa 20 dalla posa.
Con il tempo ed il passaggio dell’acqua, lo spessore delle condotte si è ridotto da tempo a livelli tali da non essere più condsiderati sicuri. Ed il risultato si vede. Da anni, sistematicamente e puntualmente, specie nel periodo estivo, si succedono rotture a rotazione , ora su una ora sull’altra, In questa ultima settimana nela condotta che passa da Contrada Pastorella, nello stesso punto, è esplosa per ben tre volte … e non è finita.
Tutti i sindaci che dal 2000 in poi che si sono succeduti, compreso l’attuale Massimo Grillo, non sembra abbiano mai seriamente pensato al problema limitandosi, senza risultati apprezzbili, a denunciare la mancanza d’acqua senza peraltro intraprendere serie azioni per la soluzione.
Ha iniziato Renzo Carini che nel 2009 “avvertendo” la Regione Siciliana del problema del prosciugamento delle falde, chiedeva l’allaccio dell’acquedotto marsalese all’Acquedotto Montescuro Ovest.
Carini, da quanto si ricorda negli uffici, non avrebbe ascoltato uno dei tecnici comunali ora in pensione, che gli suggerì, considerata la situazione di insicurezza, di allocare un milione di euro del bilancio comunale da allocare sul capitolo “acquedotto” per la sostituzione delle due condotte.
Alterne vicende burocratiche si sono susseguite nei decenni e questo benedetto allaccio, che non risolverebbe i problemi vista la siccità che da decenni attanaglia l’Isola, non si sa se è effettivo oggi oppure siamo nel campo delle “mere intenzioni”.
Delle grave situazione di insicurezza delle condotte nessuna amministrazione si può dire esente da colpe ed incapacità.
All’inizio del mandato di Di Girolamo, abbiamo suggerito al sindaco e al Vice Sindaco Agostino Licari, di invitare a Marsala alcuni ingegneri della Società israeliana leader nel mondo nel campo –la Mekorot Development and Initiative, società che offre soluzioni di acqua e acque reflue ai suoi partner e clienti nei paesi in cui l’acqua e l’irrigazione scarseggiano. La società avvia e promuove DBOT (progettazione, costruzione, gestione, trasferimento), chiavi in mano, O&M e altro. “Fonti di sviluppo e iniziativa” opera nell’ambito di una serie strategica di collaborazioni con governi, società di acqua pubblica e autorità municipali, nonché con soggetti privati, il Sindaco neanche ci ascoltò.
Licari prese in forte considerazione la cosa tanto da assicurare che avrebbe fatto inserire nel bilancio la somma necessaria (circa 10,000 euro in totale) per invitare il team, mentre per tutta risposta Alberto Di Girolamo ci disse che questi progetti devono “partire” dalla regione o dallo stato. A noi risulta che l’Amministrazione prende l’iniziativa e presenta i progetti per l’approvazione e il loro fiinanziamento.
Oggi, come allora e come nel tempo, il sindaco Grillo “ha informato della grave situazione emergenziale sia la Prefettura che le Autorità militari. Inoltre, è stato allertato il servizio autobotti per garantire prioritariamente l’acqua nelle strutture sanitarie e/o assistenziali, scuole e attività commerciali“.
Ma non comunica alcuna iniziativa per predisporre un progetto di sostituzione delle due condotte.
Alle prossime rotture
Michele Santoro

