Presunzione di innocenza è la prima delle considerazioni che sono ribalzate nei soliti ambienti della casta siciliana sempre più presente nelle cronache giudiziarie. Non passa giorno, settimana o mese, senza che puntualmente, quasi come le notizie di minacce ed intimidazioni che ricevono, esclusiva siciliana, politici locali e non, si registra l’iscrizione nel registro di indagati di questo o quel politico, sia esso deputato che amministratore locale.
L’arresto per concussione e abuso d’ufficio di De Luca, , il deputato che si fece immortalare all’ARS in mutande tenendo nella mano destra un pinocchio e nella sinistra una Bibbia, riporta la Sicilia con i piedi per terra e consegna ai siciliani che poca voglia hanno di cambiare perché troppo legati ai vari capi feudali, la verità sostanziale della politica isolana.
De Luca con il suo pinocchio e con la Bibbia forse voleva comunicare qualcosa, e il pinocchio ci ha stupiti negativamente. Cosa può rappresentare pinocchio, il burattino principe della bugia?
Forse la denuncia che la classe politica è bugiarda ? Ma questo ormai è noto, non c’è politico che durante la campagna elettorale abbia promesso mare e monti per poi … dimenticarsene trincerandosi dietro la complessità dell’amministrazione della cosa pubblica.
Ma la Bibbia ? Mistero.
Comunque, De Luca, sicilianista dell’ultima ora dopo aver girovagato per sei partito l’ultimo dei quali, anche se per pochissime ore, il PDL, voleva demolire la Regione.
“Sono un battitore libero”, ha ripetuto più volte al grido “demoliamo la Regione Siciliana” in occasione della presentazione del simbolo.
Ma il suono delle trombe di de Luca, il novello Giosuè, hanno demolito il trombettiere e consegnato ancora una volta ai siciliani, la verità (da qui la Bibbia?) della situazione siciliana sempre più autoreferenziale e feudale.
Questa è vera Sicilia.

