La lettera con la quale Mario Monti interviene nelle vicende siciliane è inusuale, anticostituzionale e lesiva delle prerogative dell’autonomia speciale della Sicilia. Qui è in pericolo ed in gioco la libertà e la corretta convivenza istituzionale tra Stato e Regione.
Secondo il PTP, coloro i quali stanno agitando lo spettro del default della Sicilia lo fanno in maniera interessata, lo fanno in spregio alla Costituzione Italiana di cui il nostro Statuto è parte integrante e lo fanno perchè servi dei cosidetti poteri forti che voglio sdradicare definitivamente l’identità e la libertà dei popoli.
Il Partito Tradizional Popolare si appella al capo dello Stato Giorgio Napolitano perchè ancora una volta si faccia garante della Costituzione, nella parte che riguarda le autonomie locali come la nostra, oggi messa in discussione in nome di un rigorismo anomalo e devastante che distrugge e non produce.
Un appello che rimarrà inascoltato perchè è notorio il silenzio di Giorgio Napolitano sulla Sicilia e sui fatti siciliani.
A meno delle sue esternazioni sul “cemento” (depotenziato) unitario, e dei suoi famosi discorsi sui rigurgiti secessionisti, quasi ad irridire ed offendere la voglia di libertà e di autodeterminazione del popolo siciliano, peraltro riconosciuta dal diritto internazionale e dalla Costituzione italiana, Napolitano ha svolto il suo compito diligentemente con zelo nazionalista e con rigore centralista.
D’altra parte Napolitano, è un politico comunista, anche se oggi il suo partito d’origine, il Partito Comunista italiano, si chiama PD, dopo essere passato dal PDS, DS .
Una evoluzione di nomi ma non di idee …
Un politico, come tanti, fuori dalla realtà sociale del paese. Quasi un monarchico in attesa di esilio …!
Secondo il PTP “nessuno difende l’indifendibile, ma oggi sentire parlare l’UDC che ha male amministrato la Sicilia per 8 anni creando le premesse dell’indebitamento della regione con il clientelismo arraffone che li ha contraddistinto ci sembra ridicolo”.
Su Lo Bello – continua il PTP – già ci siamo espressi. Infine rileviamo le gravi affermazioni della senatrice del PDL Simona Vicari “Come siciliana provo vergogna e chiedo scusa agli italiani. Sono convinta che sia giunto il tempo di mettere da parte l’autonomia e smettere di avvolgerci di un senso di superiorità” che ci trovano d’accordo sul chiedere scusa agli italiani, sicuramente per la sua presenza nel Senato della Repubblica come rappresentante della Sicilia e sul senso di inferiorità che lei sottende le diciamo che ha pienamente ragione: una cosa così la poteva dire una che non è superiore a nessun siciliano vero!
La posizione del suo partito – conclude il PTP – d’altronde è omogenea alla sua: meglio il commissariamento alle elezioni dopo gli ultimi risultati elettorali in Sicilia. In Sicilia si dice “fuiri è vrigogna ma forse è sarvamento di vita” (fuggire è una vergogna ma forse ti salva la vita) è questo l’ultimo slogan del PDL anche perché insieme all’UDC ha governato la Sicilia per 8 anni e più e il popolo si ricorderà di quanto è stato fatto e detto da coloro che ora sono pronti a sacrificare la nostra Autonomia credendo di farla franca.

