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RADA DI AUGUSTA: bonifica possibile ma ecocompatibile

Rada di Augusta
Rada di Augusta

La diffusione di notizie false o tendenziose che favoriscono grandi interessi privati spesso danneggiano il pubblico; soprattutto quando si tratta di temi relativi alla salute.
L’esempio più recente è quello di ignorare che esistono studi tecnico-scientifici accreditati che hanno dimostrato che l’ambiente marino della Rada di Augusta è fortemente alterato ed inquinato da prodotti non biodegradabili ad elevato potenziale ecotossicologico.
Giusto per rispolverare la memoria di “qualcuno” menziono gli studi pù recenti.
Nel 2003 il comune di Melilli in collaborazione con l’Arpa di Siracusa effettua uno studio di monitoraggio (secondo il D.L. 152/99) nelle acque costiere antistanti il Triangolo Industriale Augusta-Priolo-Melilli, area dichiarata dal D.P.R. 175/88 ad elevato rischio di crisi ambientale. Dai risultati di questo studio evidenti sono le presenze e le concentrazioni dei metalli pesanti soprattutto del mercurio e di altri contaminanti persistenti (idrocarburi policiclici aromatici, policlorobifenili) nei sedimenti marini della Rada.
Dal 2004 ad oggi grazie alla collaborazione di alcuni consumatori di Augusta si è scoperto che la causa delle malformazioni scheletriche riscontrate in alcune specie ittiche comuni lungo le nostre coste è correlabile alla presenza dei metalli pesanti e non a fattori naturali così come avviene in gran parte delle popolazioni ittiche di allevamento.
Nel 2005, l’Icram evidenzia che nei sedimenti marini della Rada oltre alle elevate concentrazioni di mercurio, di idrocarburi policiclici aromatici e di policlorobifenili, risulta molto diffuso l’esaclorobenzene.
Alla luce di questi dati scientifici, la stima del danno però non è sempre possibile, in quanto è difficile stabilire il valore economico di una riduzione della biodiversità e/o della qualità delle acque in un’area. Al contrario, nella valutazione del rapporto costi-benefici troppo spesso la rilevanza della questione ambientale è ignorata e subordinata ad altre problematiche che polarizzano l’attenzione pubblica, quali l’occupazione e lo sviluppo economico.
Anche il concetto di “sostenibilità”, oggi largamente utilizzato dalle Agende 21, viene interpretato a partire da presupposti errati: si pensa alla crescita della produzione o dell’occupazione, e quindi in termini economici, dimenticando che nessuna attività è “sostenibile” nel tempo se non è eco-compatibile.
La bonifica nella Rada di Augusta “va fatta”, purchè sia una bonifica “eco-compatibile”, cioè in grado di tutelare l’economia del porto di Augusta e nel contempo evitare di apportare ulteriori danni all’ambiente acquatico.
In questi ultimi anni e forse ancora di più nel prossimo futuro la ristrutturazione dei porti appare una procedura necessaria per rispondere all’incremento del traffico marittimo, dovuto soprattutto alle crescenti difficoltà di sfruttamento dei collegamenti tradizionali quali strade e ferrovie.
Sono giunta alla conclusione che forse “l’unica speranza” per salvare i Paesi del Triangolo Industriale siracusano, così come tutta la Sicilia, risieda in una presa di posizione sempre più chiara e decisa, vorrei dire in una “impennata di orgoglio” degli uomini di scienza, degli operatori sanitari e di quella classe politica, quotidianamente al lavoro nel duro impegno di tutelare la salute della gente messa a repentaglio dal sempre più devastante e irresponsabile “attacco alla natura”.

Mara Nicotra
(Ricercatrice in Biologia marina
esperta di problematiche ambientali)

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