mercoledì, Settembre 28, 2022
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Raccolta differenziata a Marsala: spese tante, progetto zero, risultati nulli

Con una ordinanza del sindaco Renzo Carini obbliga (termine beffardamente inutile) il conferimento di vetro, allumino (lattine) e altri metalli in appositi appositi cassonetti. Con l’ordinanza  il cittadino viene autorizzato a conferire il rifiuto speciale in qualsiasi ora, sia dei giorni feriali che festivi.

Secondo l’amministrazione, l’Obiettivo primario è il decoro di Marsala e il rafforzamento della sua immagine di città con un ambiente sano e vivibile, ma gli effetti della nuova disciplina avranno positive ricadute anche sul fronte economico, quindi a beneficio di tutti i cittadini”.

That’s all, dicono gli americani, et voilà i francesi. Noi più semlicemente diciamo, tutto come prima, nè più e nè meno.  

E’ pur vero che l’incremento della raccolta differenziata riduce i costi per lo smaltimento degli altri rifiuti da inviare nella pubblica discarica, andando così incontro sia alle indicazioni contenute nel Piano regionale di gestione dei rifiuti che all’azione in atto svolta dall’ATO 1, cui Marsala aderisce, ma è altrettanto vero che la raccolta differenziata non si inventa ad ogni dì.  

Secondo l’amministrazione così viene attuato un nuovo sistema di raccolta differenziata (?) – con potenziamento del servizio riguardo a bottiglie e lattine – e conseguente obbligo per gli utenti di rispettarlo per non incorrere nelle sanzioni di legge.     
Di fatto però non esiste un vero e proprio progetto comunale e questa ordinanza non porta nulla di nuovo al già deficitario servizio perché è cosa nota e risaputa che i comuni che hanno raggiunto importanti risultati nella raccolta differenziata sono quelli che con un accorto “progetto” attuano la raccolta “differenziata” a monte, cioè domiciliare, meglio definita “porta a porta”.

Marsala per certi aspetti va controcorrente e si colloca agli ultimi posti anche in Sicilia per la raccolta differenziata.

Ma c’è di più. A Marsala, come nel resto della Sicilia, non è stato ancora attuato il servizio “rifiuti apparecchi elettronici ed elettrodomestici” il cui provvedimento è stato adottato dal dlvo 151/2005 e per il quale i cittadini pagano una tassa su ogni elettrodomestico acquistato.  In base all’art 6 del suddetto decreto i commercianti sono obbligati al ritiro di un elettrodomestico usato equivalente a quello acquistato ma anche questo servizio non viene effettuato.  D’altra parte l’amministrazione comunale non risulta aver individuato il sito di stoccaggio e pertanto tutto rimane nell’alveo delle belle intenzioni. Però la tassa, eufemisticamente chiamata eco contributo (RAEE)  il cittadino la paga.

Fino a quando l’amministrazione andrà avanti senza progetti e soprattutto non avendo chiaro tutto il percorso necessario per una raccolta differenziata che coinvolga seriamente i cittadini che devono avere dei risultati anche in termini economici, si continuerà soltanto a sperperare il denaro pubblico. Con buona pace della sana amministrazione e dell’uso oculato delle finanze.

Avanti in ordine sparso, paga pantalone.

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