sabato, Giugno 22, 2024
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A Gaza è morto il giornalismo

In coma profondo da decenni, il giornalismo internazionale e nostrano è definitivamente e ingloriosamente morto a Gaza.

Hassan Eslaiah, Yousef Masoud, Ali Mahmud e Hatem Ali quattro cronisti “d’assalto”, il termine sembra appropriato, che lavorano per Associated Press e Reuters, Cnn e New York Times, hanno dato il colpo di grazia alla categoria già in coma e colpito al cuore la credibilità dei colossi dell’informazione e in generale l’informazione mondiale.

Eslaiah è stato “immortalato” dai video dei terroristi mentre scattava le foto ad un carro armato israeliano in fiamme e continuato a registrare le azioni di Hamas nelle scorribande nel Kibbutz Kfar Aza e documentato “in diretta” l’uccisione di almeno cento israeliani.

Eslaiah lo ha detto chiaramente al mondo che era al seguito dei terroristi. Infatti su X avrebbe postato un’immagine in piedi davanti al carro armato israeliano in fiamme e una didascalia : «In diretta dall’interno degli insediamenti della Striscia di Gaza».

Tutto ciò avrebbe dovuto consigliare maggior prudenza alla stampa italiana nel considerare come veritieri i dati che giornalmente arrivano da Gaza. Notizie e dati ovviamente  manipolate da Hamas che utilizza personaggi dell’informazione che si sono rivelati collusi con i terroristi.

Cronisti che come dimostrano le foto erano a conoscenza dell’attacco criminale, hanno ignorato le più elementari regola deontologiche ma soprattutto hanno dimostrato intima vicinanza con i criminali che hanno massacrato bambini, stuprato donne, bruciato i cadaveri e perpetrato crimini inenarrabili.

A Gaza questi quattro signori sono scesi a patti con il “diavolo” e non hanno giustificazioni. Non è come dice Lorenzo Cremonini che il cronista si deve adattare al “sistema” in cui opera. L’informazione deve essere libera, indipendente e veritiera. Se si accettano compromessi e si falsifica la verità o, come in questo caso collude con terroristi criminali, si è complici degli assassini.

La guerra è una tragedia ma nella tragedia di questa guerra e della guerra in Ucraina, l’informazione mondiale, ma in particolare quella americana,  si è giocata la faccia e perso ogni minimo residuo di credibilità.

Squalificata come le Nazioni Unite che con le sue ramificazioni  quali UNWRA, UNICEF  FAO, l’UNESCO, l’OMS , UNIFIL, UNMOGIP, UNEP, UNTSO ecc ecc, appare sempre più un mastodontico e costosissimo serpente la cui unica missione è quella di alimentarsi per sopravvivere.

Solo una parola. VERGOGNA.

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