mercoledì, Maggio 22, 2024
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La Tunisia paga l’errore di aver “graziato” Ennahadha e Rached Ghannouchi

Rached Ghannouchi

La crisi istituzionale tunisina che è esplosa in queste ultime settimane era prevedibile ed è figlia dell’errore del 2011 quando a seguito della “rivoluzione del gelsomino” ben orchestrata dall’amministrazione Obama,  il governo provvisorio riconobbe come partito politico il movimento di ispirazione islamista Ennahadha e permesso il rientro in patria di Rached Ghannouchi.
Ennahadha e di conseguenza l’attuale presidente, non hanno  mai abbandonato il pensiero islamico integralista vicino concettualmente ai Fratelli Mussulmani egiziani che tanto danno hanno fatto in Egitto.
La stabilità  del paese ora dipende dalla capacità dei tunisini di riportare indietro nel tempo le lancette dell’orologio e mettere fuori legge il partito islamico. Ma a differenza dell’Egitto, le Forze Armate tunisine apparentemente sembrano essere dalla parte del presidente e quindi il quadro della situazione appare quantomeno grigio se non proprio nero come la bandiera dell’ISIS.
L’occidente è preoccupato ma come per l’Iran e la Libia, è responsabile di quanto sta oggi accadendo. La via tunisina all’islamismo di   Rached Ghannouchi  ha inizio. Nuvole  grigie si stagliano sul paese come in Egitto al tempo dei Fratelli Mussulmani di El Morsi.  Bene fecero Habib Bourghiba prima e successivamente di  Zine El Abidin Ben Alì, a non autorizzare il rientro dall’esilio di  Rached Ghannouchi,  sostenitore della necessità della violenza per disfarsi dei regimi arabi corrotti e sostenuti dall’Occidente, e di mantenere fuori legge il  movimento islamista Ennahadha.
L’Islam moderato non esiste e il Corano non è solo un libro religioso ma la legge di vita per il  musulmano.
L’Europa e l’Italia non l’ hanno ancora voluto  “accettare” questa realtà e ne pagheranno ancora una volta le conseguenze.
Allarma e non poco la politica che sta attuando il governo Draghi e in particolare del Ministro degli Interni Lamorgese che non appare preoccupata del flusso di clandestini tunisini che la politica dell’accoglienza sta agevolando e non poco.
Ms

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