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Il piano "pandemico" uccide "Ippocrate". Quanto etico e morale è "decidere" di curare o meno una persona?

La questione emerge dalla lettura del Piano Pandemico presentato in bozza dal Ministero della Sanità che nella “sezione principi etici” precisa che il medico che si trova davanti due pazienti deve scegliere di curare il paziente con più alta possibilità di sopravvivenza.
Orbene rileggendo il giuramento di Ippocrate che ogni medico si impegna a rispettare si legge tra l’altro che “In qualsiasi casa andrò, io vi entrerò per il sollievo dei malati, e mi asterrò da ogni offesa e danno volontario, e fra l’altro da ogni azione corruttrice sul corpo delle donne e degli uomini, liberi e schiavi”.
Appare chiaro che il medico assume l’impegno di dare assistenza a tutti senza distinzioni. In questo senso il passaggio “mi asterrò da ogni offesa o danno volontario” quando per danno volontario si può tranquillamente indicare “la scelta di non curare il malato per curarne un’altro” che secondo il suo “giudizio” avrebbe più possibilità di sopravvivenza.
Etica, morale e diritto iviolabili della persona che sono scritti  in maniera chiara nella Costituzione italiane e nella Dichiarazione Universale dei diritti Umani, impongono al medico di curare ogni malato e fare l’impossibile per salvargli la vita.
Il medico non può e non deve essere messo davanti a questa scelta da una politica irresponsabile che non sa organizzare e gestire le emergenze sanitarie.
In tempo di pace non c’è giustificazione etica e morale, benchè bene di diritto per un medico che, sulla base di norma in contrasto con la Costituzione e il diritto, si arroga il diritto di scegliere chi curare o no.
L’art 32 della Costituzione italiana  prescrive che “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti …..” E non e prevede che un medico può decidere chi deve vivere o morire.
Ministro Speranza, uno stato che prevede questa possibilità si mette contro i diritti inviolabili della persona e corresponsabile di “omicidio” premeditato.
Ms

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