lunedì, Ottobre 3, 2022
No menu items!
HomeCronacaPortella della Ginestra, una (delle tante) vergogna di stato e pretestuose polemiche

Portella della Ginestra, una (delle tante) vergogna di stato e pretestuose polemiche

A Portella della Ginestra, in provincia di Palermo, per la prima volta in 62 anni, l’amministrazione comunale non ha portato il gonfalone di Piana degli Albanesi, che tradizionalmente apre il corteo verso la spianata dove  il 1° primo maggio del 1947,  undici manifestanti vennero assassinati, secondo la ricostruzione “ufficiale”,  dalla banda di Salvatore Giuliano, ma la verità  rimane ancora  oscura e coperta da segreti di stato. Basti ricordare le affermazioni di Gaspare Pisciotta prima di essere ucciso: “Siamo un corpo solo, banditi, polizia e mafia, come il padre, il figlio e lo spirito santo» per capire come lo stato si pesantemente “indiziato”.
Una situazione che a distanza di oltre 60 anni non sembra essere sostanzialmente cambiata, solo che tra il padre, il figlio e lo spirito santo, che affermava Pisciotta, da tempo c’è di mezzo la politica.
Anche quest’anno le polemiche non mancano e partono ovviamente dai sindacati che accusano l’amministrazione di aver eluso l’appuntamento per futili motivi che riteniamo non riportare.
Il Sindaco, Gaetano Caramanno ha sottolineato che :  “La manifestazione di Portella della Ginestra è politicizzata e per questo l’amministrazione comunale ha deciso di non partecipare”.
Che la manifestazione sia da sempre politicizzata è cosa nota, questa di Portella della Ginestra, è una delle bandiere che i sindacati e la sinistra che se ne sono appropriati snaturando il vero senso della ricorrenza. Piana degli Albanesi per lungo tempo è stata governata da esponenti della sinistra, da qui, la ricorrenza rossa, senza che nessuno si sia mai interessato seriamente di “capire” cosa realmente fosse successo all’epoca e soprattutto senza chiedere di riaprire il caso per scoprire i mandanti politici, e chi ha pagato chi per tradire Giuliano e attuare la strage.
Studi dello storico Nicola Tranfaglia, del ricercatore Mario J. Cereghino e di Giuseppe Casarrubea (suo padre fu ucciso in un attacco della Banda Giuliano alla Camera del lavoro di Partinico) aprono scenari inquietanti su Portella della Ginestre, dove sarebbero confluiti gli interessi della X Mas di Junio Valerio Borghese, dei Servizi Segreti Usa e latifondisti mafiosi siciliani. La vicenda vede coinvolti diversi personaggi, tra i quali il deputato Dc Bernardo Mattarella (padre del Piersanti Mattarella ucciso nel 1980 per il suo impegno antimafia) e il ministro degli Interni dell’epoca, Mario Scelba.
Basta ricordare che L’esercito americano sbarcò in Sicilia con il beneplacito del capo mafia  italo-americana, Lucky Luciano. Il capo dell’Amministrazione Militare USA Charles Poletti, aveva come interprete il noto gangster italo-americano Vito Genovese. Diversi capi mafia furono messi a capo delle amministrazioni locali dagli americani ed eletti sindaci in diversi paesi siciliani. Tra i tanti ricordiamo Genco Russo a Mussomeli e Calogero Vizzini a Villalba
L’Italia è fatta così. Non importa capire, non importa ricercare la verità, bastano gli assiomi di stato e i buchi neri della democrazia repubblicana.

Più popolari

ultime notizie