lunedì, Ottobre 3, 2022
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ATO. Normale inefficienza anche a Ragusa

L’allarme spazzatura è ormai come le emergenze in Italia: permanente.
I motivi del fallimento degli ATO sono molteplici anche se il primo vero motivo sta nelle gestioni clientelari e spensierate di questi organismi, nati per garantire un servizio migliore di quello “istituzionale” e finiti per divenire vere e proprie sacche di posti di lusso, incapacità, inefficienze, e sprechi.
In questi giorni si evidenzia un’altra normale “emergenza” nei Comuni sub-montani de ragusano dove la raccolta dei rifiuti è a rischio, anche se a Ragusa, garantisce l’assessore Giancarlo Migliorisi, il servizio sarà assicurato. L’idea è grandiosa, i rifiuti resteranno per qualche giorno sugli auto compattatori, visto che non potranno essere depositati in discarica.
Il sindaco di Chiaramonte Gulfi, Giuseppe Nicastro, invocando l’intervento del Prefetto (dimostrazione di come questi prefetti che non dovrebbero, costituzionalmente esistere in Sicilia, appaiono come il papà e la mamma dei politici siciliani  che si mettono sempre sotto il cappello statale) dichiara che “è  inconcepibile che solo per un problema di firme, non sia possibile assicurare il servizio di raccolta dei rifiuti. Stiamo assistendo a una deprecabile situazione provocata dell´ATO che solo a pochi giorni dalla scadenza dell´ autorizzazione a conferire in discarica i rifiuti, ha inoltrato alla Provincia una nuova richiesta. E´ assurdo che il Comune di Chiaramonte Gulfi, che ha sempre e puntualmente paga il dovuto all´Ato, debba, per inadempienze altrui, soffrire un disservizio di questa portata. E tutto ciò per l´approssimazione che regna nelle strutture che, invece, dovrebbero garantire l´ottimizzazione del servizio”.
“E´ necessario – conclude Nicastro  – che intervenga il Prefetto, per accelerare il ripristino del servizio e per evitare che nefandezze di questo genere abbiano a ripetersi”.
Tutto chiaro, tutto normale, così normale che a nessun politico  in questa disgraziata terra di Sicilia viene di dimettersi. La colpa è sempre degli altri e se non è degli altri, è da ricercare, magari con una commissione d’inchiesta.

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