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ENTE FIERA DEL MEDITERRANEO. Il fallimento di una politica clientelare

Il fallimento dell’Ente Fiera del Mediterraneo ha un solo responsabile: la classe politica siciliana. Il Miglior punto di incontro annuale dei mercati continentali e del Mediterraneo (pubblicità della 1^  manifestazione nel 1946!)
Anni di disattenzione e nomine politiche clientelari hanno prodotto un lento ma inarrestabile tracollo economico dell’ente fiera del Mediterraneo, alimentato con fiumi di denaro pubblico che sono serviti a spese pazze e ad evitare l’evidenziarsi di gestioni fallimentari.
18 milioni di euro sono i debiti consolidati. Pignorati i quadri, i mobili, le apparecchiature e persino le 34 palme . Immobili in totale abbandono e rifiuti speciali e pericolosi depositati lungo i viali in quanto l’Amia si rifiuta di ritirali per mancanza di pagamento. Impossibilità di ospitare qualsiasi organizzazione di eventi per la pericolosità dei locali . Telefoni e fax disattivati  e procedure esecutive per milioni di euro.
Questo fallimento generale è solo uno dei fallimenti della politica siciliana.
Non c’è parlamentare, sia esso nazionale o regionale, e nessun politico che può chiamarsi fuori da precise responsabilità.
E nemmeno Salvino Caputo, Presidente della Commissione Parlamentare Attività produttive dell’Ars che comunica di aver ha disposto una nuova audizione sul futuro della Fiera campionaria e sul destino dei 37 lavoratori.
Secondo Caputo, 2è gravissimo apprendere che una delle strutture fieristiche più importanti della Sicilia sia stata devastata da una disastrosa gestione amministrativa …”
Non è una gestione disastrosa, ma più e per decenni, senza che nessuno si degnasse di chiamare alle proprie responsabilità i responsabili.
Si lamenta Caputo, che è anche saltata la fiera internazionale sulla energia che avrebbe dovuto avere come sede la Fiera del Mediterraneo. 
E mentre si apprende che la Corte dei Conti di Palermo ha condannato il precedente commissario straordinario alla pena di  300  mila euro per danni erariale arrecati all’Ente,  sono in corso indagini da parte della Magistratura per alcuni fatti penalmente rilevanti, Caputo, forse dimentico che da qualche legislatura è presente nel Parlamento Siciliano, chiede la nomina di una commissione parlamentare d’inchiesta affermando che un fatto così’ grave non possono esserci omissioni o reticenze politiche e istituzionali.
Viene da chiedersi dove è stato fino ad oggi Salvino Caputo.

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