mercoledì, Settembre 28, 2022
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Sonia Alfano: Nicola Mancino collabori con la giustizia prima di elargire lezioni di moralità.

“Sembra di assistere ad un’operetta da teatrino di quart’ordine: Nicola Mancino che da lezioni di moralità a me, pur non facendo mai il mio nome”. A scagliarsi contro Mancino, il vicepresidente del CSM, ex Ministro dell’Interno nel 92′, è stata Sonia Alfano, candidata indipendente nelle liste di Italia dei Valori al Parlamento Europeo che è tornata ad intervenire sulla polemica sorta dopo le dimissioni del Procuratore Capo di Reggio, Italo Materia. Mancino ieri aveva infatti giustificato le dimissioni di Materia parlando di “reazione a un aggressione subita dal magistrato” e di “interferenza esterna deprecabile” senza mai fare il nome del presunto responsabile di tali interferenze. “Io – ha affermato Alfano -, avendo uno stile ed una mentalità assai diversa da Mancino, il suo nome lo faccio chiaramente e non ho timore a raccontare a tutti chi è veramente Nicola Mancino; lo smemorato Ministro dell’Interno all’epoca della Strage di Via d’Amelio che ha di fatto ostacolato il lavoro dei magistrati con le sue discutibili dimenticanze sugli ultimi giorni di vita di Paolo Borsellino”. Mancino – racconta Sonia Alfano – è stato più volte attaccato da Salvatore Borsellino, fratello del Giudice Paolo, a causa della sua strana mancanza di memoria in merito ad un colloquio avuto con Paolo Borsellino poco prima della sua morte. E’ inaccettabile che un simile personaggio parli di “interferenza esterna deprecabile” e dia lezioni di moralità a me o qualsiasi altra persona. Mancino – suggerisce la candidata nelle liste di IDV, che più volte si è scontrata con il Vicepresidente del CSM – dovrebbe impiegare il suo tempo a ritrovare la memoria per dirci cosa successe prima della strage di Via D’Amelio e perché Borsellino uscì sconvolto da quel colloquio. Quando avrà ritrovato la memoria, si sarà assunto le sue responsabilità ed avrà collaborato con i giudici allora forse potrò accettare che vesta i panni del crociato della giustizia. Fino ad allora però credo sia il caso che taccia”.
Da Sonia Alfano giunge anche un commento alle parole di Celestina Tinelli, membro laico del CSM, secondo cui “essere solidali con Materia e difenderlo equivale a difendere l’autonomia della magistratura”. “Se secondo la Tinelli – prosegue Alfano – informare la cittadinanza che il proprio Procuratore Capo ha banchettato con un falso pentito equivale ad un attacco all’indipendenza della magistratura, credo che sia il caso che la signora intraprenda un altro tipo mestiere. Ciò che ha in mente la Tinelli si chiama “impunità”, la sacrosanta e da me sempre difesa autonomia della magistratura è altra cosa”.

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