lunedì, Settembre 26, 2022
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Morte sul lavoro a Ragusa e subito si manifesta puntuale l’ipocrisia politica.

Ad ogni incidente, evitabile se solo le istituzioni funzionassero, arriva l’inevitabile litania dei cordogli espressi da politici, sindacati ed esponenti della società.
Chi non ricorda le parole del Presidente della Repubblica quando nel 2008 affermò solennemente “mai più morti sul lavoro”.
Chi può dimenticarle tante promesse di duri interventi sui cantieri. Chi può dimenticare le frasi di vari esponenti politici che con enfasi affermavano : dobbiamo punire severamente chi sfrutta il personale e chi non attua le misure di sicurezza sul lavoro:
Niente è stato fatto. Niente sarà fatto e le morti sul lavoro continueranno così come continueranno, ipocritamente, istituzioni e politici, ad esternare orrore e manifestazione sincero cordogli.
Ieri, un altro caso, l’ennesimo. Un operaio è morto ieri a seguito della sua caduta da una tettoia nella zona industriale di Ragusa.
Ed ecco, immancabile, l’assessore regionale al lavoro che dichiara :  “Sono vicino ai familiari di Elio Ragusa e confido che venga fatta piena luce sulle cause dell’incidente che ne ha causato la morte”.
Piena luce sul’incidente, non piena luce sul lassismo e sulle responsabilità politiche e delle istituzioni preposte al controllo.
Al prossimo incidente, e purtroppo al prossimo morto.

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