lunedì, Ottobre 3, 2022
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Il guaio di Sgarbi: prendere sul serio la Sicilia, parola di Roberto Guerra Ferrara

Grazie a Dio che ci ha donato i futuristi e i critici del nord.  Ci mancava, e pensiamo di doverne dare pubblica informazione dell’illuminante commento di un “futurista” sgarbiano, Roberto Guerra Ferrara,  secondo cui l’unico errore (forse) del Sindaco di Salemi  (tra i principali critici d’arte contemporanei), Graziano Cecchini (futurista evidenziato a Rai Due Il futuro del Futurismo lo scorso 20/2/2009 per il centenario) Oliviero Toscani (tra i pochi artisti dei media noto nel mondo) e Paolo Crepet (tra i principali psichiatri italiani) è semplicemente prendere sul serio nel 2009 la Sicilia. 
Sempre secondo l’illuminato Roberto Guerra, lo fanno (?) nonostante il evidente analfabetismo culturale futurista mediatico, e  hanno già trasformato il villaggio Salemi- vi piaccia o meno-in un Link internazionale!!! 
Guerra elude il fatto che non è tanto Salemi sui link internazionali quanto chi ogni giorno “spara” una trovate fine a se stessi. A Salemi non è cambiato nulla. I servizi sono rimasti inefficienti come prima, il lavoro manca e l’emigrazione continua. Si vede, e questo è innegabile, qualche giornalista e qualche televisione, ma più per incontrare Sgarbi (vedi gli amici inglesi che l’anno addirittura accompagnato al Tribunale di Marsala quando ha voluto incontrare il Procuratore Capo per informarlo delle sue preoccupazioni circa la mafia dell’eolico). 
Ma tutta la Sicilia – continua Guerra – si evolva – siamo anche nel bicentenario di Darwin! Il Futurismo è nato a Milano …. e l’era elettronica si basa sulla velocità. Se i futuristi di Salemi si stufano saremo ricordati sulla Stampa Americana sempre per le solite storie.. 
Conclude Guerra, affermando che la nostra critica è semplicemente da fossili, ed inneggia al futurismo.
Noi, a così chiara intellighentia non ci permettiamo di replicare. Ci permettiamo però di ricordare a questo signore, illuminato e portatore di cultura, che se invece di “pensare” soltanto al futuro si fermasse a “lavorare” per il presente, forse, nel futuro sarebbe meno illuminato, ma sicuramente più ricco … di cultura.

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