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Marsala. Ospedale Cardilla, regna la confusione e il Consiglio Comunale ci mette del suo

Con una nota del 18 marzo 2009 il presidente del Consiglio Comunale Oreste algana convoca una riunione dei capi gruppo con il Sindaco, i Vigili del Fuoco, l’ASL e rappresentanti dell’amministrazione.

Tema dell’incontro: rendere subito fruibile il nosocomio e verifica delle condizioni di sicurezza e normative fissate dall’art 200 del DPR 554/1999.

Ma appare quantomeno curioso che si indica una riunione con u OdG ben preciso non conoscendo, forse, le normative a cui si fa riferimento e lo stato delle cose.

L’art. 200 indicato dal presidente Alagna prevede le condizioni per la consegna anticipata alla stazione appaltante della struttura per una sua possibile utilizzazione prima dei tempi contrattuali previsti e nel caso dell’ospedale non applicabili in quanto la struttura è stata consegnata all’ASL 9 nel settembre del 2007 !

   
Ci sarebbe da chiarire come mai la verifica dello stato dell’ospedale sarebbe stata effettuata molto tempo dopo la consegna della struttura all’ASL e, cosa non meno importante sapere come mai la lettera con le “modifiche” richieste dai Vigili del Fuoco sarebbe stata fatta pervenire nel gennaio 2009, almeno come ci riferisce l’arch. Sindoni.

Secondo il progettista, i problemi sollevati dai Vigili del Fuoco sono in via di risoluzione in quanto la ditta che ha vinto l’appalto sta eseguendo le modifiche e il tutto sarà completato entro 60 giorni dall’inizio dei lavori.

La modifica più importante richiesta dai Vigili sarebbe riferita a due condotte dei gas medicali che per un breve tratto sono allo scoperto, mentre per quanto riguarda la struttura nel suo complesso, secondo il direttore dei lavori, questa risponde alle normative in vigore al momento della consegna. Le modifiche richieste deriverebbero dall’entrata in vigore del DECRETO LEGISLATIVO 9 aprile 2008 , n. 81. Entrato in vigore ben 7 mesi dopo la consegna della struttura all’ASL9.

Il tutto, alla fine, sembra essere solo un ritardo causato dalla burocrazia e dalla politica, ma forse, anche da qualcuno che ha remato e probabilmente continua a remare contro l’ospedale di Marsala.

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