lunedì, Settembre 26, 2022
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Raffaele Lombardo: un presidente dimenticato. Berlusconi: un Presidente del Consiglio che non conosce le istituzioni

Nel giorno della nascita del partito unico sono accadute due cose, gravi, sfuggite a quasi tutti. La prima, la “strana” dimenticanza di Berlusconi nel  salutare il Presidente della Regione Raffaele Lombardo, opportunamente “rilevata” dagli occhi attenti di Striscia la Notizia; la seconda, che non è sfuggita a noi, sempre di Berlusconi,  che nell’indicare tardivamente la presenza di Lombardo in aula, lo definisce Presidente della Regione Sicilia.

Orbene, da quando Silvio Berlusconi è entrato in politica non ci pare che mai si sia “dimenticato” di dire qualcosa nei  tanti convegni a cui ha partecipato, anzi, le cronache riportano che spesso ha detto più di quello che avrebbe dovuto, suscitando spesso reazioni da parte della stampa, anche estera,  e di partiti politici.  

In chiusura del congresso ecco che Silvio Berlusconi si dimentica di salutare Raffaele Lombardo, non si sa se invitato ufficialmente oppure “semplicemente” osservatore, salvo poi farlo con parole amichevoli dopo essere stato “imbeccato” , sotto l’occhio attento delle telecamere di Canale 5, dal suggeritore di turno,  Gianfranco Fini, che dopo essersi inutilmente sbracciato e suggerito a Berlusconi il messaggio ” c’è Lombardo sa salutare, si è dimenticato di Lombardo” ha pensato bene di mandare  sul palco il Ministro per la Difesa , La Russa, a ricordargli di salutare Lombardo. La Russa si sa è vulcanico e nella fretta non si è reso conto di aver “salutato” lui il Presidente Lombardo visto che le sue parole si sono chiaramente distinte attraverso i microfoni.

Detto fatto, Berlusconi è padrone della platea e impertubabile si riprende salutando l’amico Raffaele Lombardo, presidente della Regione Sicilia. Avrebbe evitato una brutta figura se avesse fatto ammenda della dimenticanza.

Le telecamere hanno subito inquadrato Lombardo che abbozza un sorriso che non nasconde il suo disappunto per l’incredibile dimenticanza di Berlusconi che ha dato la netta impressine di non considerarlo visto le belle parole espresse per l’alleato “principe” del Presidente del Consiglio: il signor 10%  Umberto  Bossi.

Ma nel suo saluto il Presidente del Consiglio ha commesso un errore imperdonabile per un capo del governo, ha definito Lombardo il presidente della Regione Sicilia.

Innanzitutto ci permettiamo di rappresentare al Presidente del Consiglio che la Regione Sicilia non esiste essendo nell’ordinamento costituzionale italiano presente solo la Regione Siciliana. 

La Regione è “Siciliana” in assonanza con la Repubblica che è “Italiana” e non “Italia”  perché nasce, ancor prima della stessa Repubblica, come ente originariamente sovrano e legato all’Italia da un rapporto pattizio e potenzialmente paritetico. (Ndr.: Statuto della Regione Siciliana – approvato con Regio Decreto lgvo n. 455 del 15 maggio 1946, inserito all’articolo 116 della Costituzione della Repubblica Italiana del 1948).

La denominazione istituzionale della Regione non è modificabile ed appare grave e lesivo della dignità dell’istituzione Regione, il clamoroso errore del Presidente del Consiglio che nel salutare il Presidente della Regione avrebbe dovuto riferire che Lombardo è il Presidente della Regione Siciliana.

Benché si parli in questo articolo di mero ancorché clamoroso errore del Presidente del Consiglio, no si può non ricordare che sta diventando sempre più frequente che la denominazione costituzionalmente dovuta della Regione sia storpiata da politici e stampa, quasi che si volesse nel tempo cancellare questo privilegio acquisito ben prima della Costituzione italiana.

Così come  il Presidente della Repubblica non potrà essere indicato come il Presidente della Repubblica Italia, il Presidente della Regione Lombardo non può essere indicato Presidente della Regione Sicilia.

Napolitano è Presidente della Repubblica italiana e Lombardo è il Presidente della Regione Siciliana.

Berlusconi farebbe bene quantomeno a chiedere scusa dell'”errore”, perché  ha offeso la Sicilia, i Siciliani e il parlamento più antico d’Europa, essendo nato nel 1130 mentre come è noto, il più antico del mondo è il parlamento dell’Isola di Man, il Tynwald, che risale al 979.

Affermazioni ed errori come quelli del Presidente del Consiglio, così estemporanee possono alimentare il fuoco di un conflitto interetnico tipicamente italiano che è duro a morire.

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