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Reddito minimo garantito. In Italia sperimentazione finita nel 2000, in Sicilia invece … diventa norma

La Sicilia non si smentisce ed ancora una volta il governo regionale conferma che non c’è niente di più permanente e duraturo come le cose provvisorie e le sperimentazioni. Così scopriamo che quello che va affermando il segretario del PD Franceschini in Sicilia, almeno in 36 comuni dell’ennese e di Caltanissetta, è una realtà.
Il reddito minimo garantito la cui sperimentazione è stata adottata con il decreto legislativo 18 giugno 1998, n. 237, per la durata massima di 2 anni, continua ad essere una realtà, probabilmente feudale, nell’Isola (art. 2 : La durata della sperimentazione non puo’ essere superiore a due anni dalla data di effettivo avvio in ognuno dei comuni individuati ai sensi dell’articolo 4. Essa termina comunque il 31 dicembre 2000).
In tempo di elezioni, seppur europee, cosa c’è di meglio che  garantire  il reddito minimo a qualche migliaio di persone anche se, secondo le norme del decreto in questione, la sperimentazione sarebbe dovuta terminare, almeno in Italia, nel 2001.
L’assessore regionale al Lavoro, Carmelo Incardona, ha inviato ai 36 comuni delle province di Enna e Caltanissetta interessati al reddito minimo di inserimento, la circolare per l’avvio delle attività dei cantieri di servizio per disoccupati nel 2009. I comuni dovranno individuare il programma di lavoro e l’elenco dei soggetti da utilizzare, sulla base delle quali sarà elaborato il piano di riparto delle somme per ogni comune e la durata dei programmi di lavoro, in funzione della somma disponibile che, al momento, con l’esercizio provvisorio di bilancio, è di 1, 8 milioni di euro.
Sempre ossessivamente assistita e sovvenzionata, la Sicilia continua ad essere un mondo socio economico e culturale a parte rispetto alle democrazie.

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