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Pane a 1 euro? Al nord si può, in Sicilia il prezzo sale in continuazione

Mentre al nord Italia qualcuno attua seri interventi sociali, in Sicilia, patria dell’assistenzialismo, si pensa alla speculazione che colpisce i cittadini. Viviamo in un mondo capovolto. Un mondo il cui problema non è il cibo, che è prodotto in sovrabbondanza, ma dell’accesso al cibo. Il rincaro dei prezzi sta mettendo in ginocchio i bilanci delle famiglie italiane, soprattutto quando si avvicina la fine del mese, ma non solo. Il continuo aumento del costo della vita pone gli anziani tra le categorie più a rischio. Pensionati che si aggirano tra i banconi dei supermercati tentando di rubare cose che non possono più permettersi, per alcuni commercianti , sono ormai all’ordine del giorno.
A questo punto, è possibile intravvedere una soluzione? A quanto pare sembra proprio di sì. Si tratta del pane venduto al prezzo di un euro al chilo. Questa iniziativa è stata portata al successo grazie all’attività del Centro Formazione e Ricerca Don Lorenzo Milani e Scuola di Barbiana, con la collaborazione della EMI (Editrice Missionaria Italiana), Coop Adriatica, SPI CGL e il patrocinio di Pianoro, un piccolo comune del Bolognese, in cui questa iniziativa è nata nel 2005. Un nuovo progetto di solidarietà orientato a rappresentare un esempio, una piccola soluzione che certo non risolve il problema , ma che orientandosi in questa direzione, può aprire la strada ad altre iniziative nel tentativo di riduzione dei prezzi. Un’iniziativa piccola sì, ma non irrilevante se si pensa che in una famiglia media di 4 persone, il consumo di pane all’anno arriva a pesare quanto uno stipendio.
Apprezzato da una vasta utenza di consumatori, questo progetto si diffonde: nell’Aprile del 2008 anche la provincia di Milano aderisce al progetto con un accordo sottoscritto assieme a Cooplombardia e Conad Centro Nord. A partire dal 2 maggio fino al prossimo autunno, metteranno in vendita nei loro supermercati il pane di tipo “0” a un euro al chilo. La provincia di Milano provvederà inoltre a favorire la massima informazione ai cittadini con una campagna di educazione al consumo del pane.
Un’altra intesa in questa direzione è stata siglata sempre nel 2008 tra la Regione Emilia-Romagna e le associazioni delle cooperative Ancd (Associazione nazionale cooperative tra dettaglianti) e Accda (Associazione cooperative di consumatori del distretto adriatico) e in particolare con Nordiconad, Conad Centro Nord, Commercianti indipendenti associati, Coop Nordest, Coop Estense, Coop Adriatica, Coop Reno e Coop Eridana. Come ha sottolineato l’assessore regionale al Commercio Guido Pasi, “non è un’iniziativa chiusa ma ancora aperta”, anche perché il pane a un euro al chilo vuole essere solo un primo passo per poi arrivare “ad individuare altri prodotti da proporre a prezzo calmierato sulla base di accordi come questo” ha aggiunto l’assessore.
Elemento imprescindibile per la realizzazione e diffusione di questa importante iniziativa è stata proprio la possibilità di avere un pane “sano e di qualità” a tale prezzo, assicurano i rappresentanti delle cooperative.
Vengono quindi respinte al mittente le accuse mosse dai panificatori artigiani, in particolare da Bologna, che il pane a un euro al chilo sia ad un prezzo “civetta”, perché lo “sconto” verrebbe recuperato rincarando altri tipi di pagnotte: “Ci restano margini di guadagno anche a un euro al chilo seppur risicati” assicurano Coop e Conad. Soprattutto non è vero che si tratti di prodotti di bassa qualità : ” il pane viene prodotto da fornitori che conosciamo da anni, e sono sottoposti a controlli sia alla produzione che in negozio” dicono le associazioni. Si tratta soprattutto di una “iniziativa sociale e non promozionale, e le polemiche sono di troppo”. Inoltre ” questo prodotto rappresenta dal 3 al 5 % di tutto il pane che vendiamo” dicono in coro Coop e Conad. Piuttosto “vorremmo non vederne più invenduto la sera”, fanno notare.Da qui l’importanza di far conoscere e diffondere l’iniziativa, compito delle istituzioni, ma anche dei cittadini. Perché, come anche questa vicenda insegna: quando qualcuno si muove, nessuno può rimanere fermo.
In data 19 settembre 08 a Bologna in occasione del convegno organizzato da CGIL EMILIA ROMAGNA dedicato al tema Prezzi e Tariffe, il Centro Formazione e Ricerca Don Lorenzo Milani e Scuola di Barbiana ha presentato all’assessore regionale al Commercio e turismo, Guido Pasi, una petizione firmata da numerose associazioni e cittadini nella quale si chiedeva il rinnovo dell’accordo siglato in Aprile dedicato alla diffusione del pane fresco al prezzo di 1euro=1kg.
Nell’ambito del convegno Roberto Battaglia a nome di CGIL EMILIA ROMAGNA ha espesso l’apprezzamento ed il pieno appoggio a questa iniziativa ritenuta importante, favorendo acquisti a costi più contenuti, e quindi da sostenere, iniziativa sostenuta con forza anche dal prof Andrea Segrè, preside della Facoltà di Agraria dell’Università di Bologna , tra i relatori.
Durante il convegno L’assessore Guido Pasi ha confermato con decisione l’intenzione di rinnovare l’accordo AZIONE Pane 1kg=1euro, che al momento coinvolge COOP ADRIATICA e CONAD: una decisione importante che garantisce continuità alla disponibità di pane fresco di qualità ad un prezzo di 1euro 1KG.
I dati di vendita di COOP Adriatica relativi al 2008 confermano l’enorme successo dell’iniziativa con 844.000 kg di pane fresco venduti
Il 26 gennaio 2009 l’accordo tra la Regione Emilia Romagna e COOP Adriatica/CONAD relativamente alla AZIONE PANE 1KG=1EURO è stato rinnovato.

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