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Ferrovie siciliane: che fine hanno fatto i 1790 milioni di euro per il raddoppio della linea Fiumefreddo-Giampileri?

In un momento in cui tutti ottengono miliardi di euro per l’ammodernamento e la costruzione di nuove infrastrutture viarie e ferroviarie, i politici siciliani discutono ancora sulla ciliegina “Ponte sullo Stretto” donataci dal governo Berlusconi.

Opera che promette qualsiasi tipo di vantaggio alle due sponde Calabra e Siciliana. Ma il solo Ponte non basta, e non deve bastarci. Lasciamo perdere le diatribe ponte si, ponte no, sviluppo si, sviluppo no. Desidero chiedere alla politica siciliana che fine hanno fatto i 1970 milioni di euro previsti nel contratto di programma 2000-2005 e 2007 per il completamento del raddoppio “Fiumefreddo di Sicilia-Giampilieri” sulla dorsale jonica Messina-Catania-Siracusa? Ebbene, pare che siano scomparsi nel contratto di programma 2007-2011, proprio come era successo nel 1998 che furono persi 1100 miliardi delle vecchie lire per la mancanza dei progetti e dei pareri dei comuni interessati.
Un esempio, si parla di raddoppio ferroviario della Fiumefreddo di Sicilia (CT)-Giampileri (ME) da almeno 20 anni ma ad oggi nessuna pietra e stata posta nonostante era previsto l’inizio dei lavori nll’ultimo APQ del 2002 sottoscritto dal Ministro Lunardi e dal Governatore Cuffaro. Desidero chiedere alla politica siciliana che fine hanno fatto i 1970 milioni di euro previsti nel contratto di programma 2000-2005 e 2007 per il completamento del raddoppio “Fiumefreddo di Sicilia-Giampilieri” sulla dorsale jonica Messina-Catania-Siracusa? Ebbene, pare che siano scomparsi nel contratto di programma 2007-20011, proprio come era successo nel 1998 che furono persi 1100 miliardi delle vecchie lire per la mancanza dei progetti e dei pareri dei comuni interessati.
Tenuto conto che la TAV è prevista sino a Napoli e che dal 14 dicembre è stata fatta partire in pompa magna, mi chiedo e vorrei chiedere, tramite il vostro programma, ai politici siciliani ed alla politica italiana quali sono le priorità e gli interventi a breve e a lungo termine, per riportare su le sorti di un trasporto pubblico sempre più dimenticato.
Considerato che le nostre ferrovie risalgono al 1800 e che percorrere 200 km (Palermo-Catania) occorre impiegare almeno 6 ore e la stessa cosa per percorrerne 100 Km (Messina-Catania) circa 2 ore. Nel panorama ferroviario nazionale la regione Sicilia si trova all’8° posto, dopo Piemonte, Lombardia, Toscana, Lazio, Emilia Romagna, Veneto, Campania, per la lunghezza complessiva dei binari, ed al 5° posto per le linee ferroviarie in esercizio dopo Piemonte, Lombardia, Toscana, Lazio, mentre è al 16° posto con 169 km. (12%) di linea a doppio binario su 1378 km. a seguire Sardegna, Molise, Basilicata e Valle d’Aosta. (dati sulle linee rilevati dal sito di Rete Ferroviaria Italiana aggiornato a gennaio 2009). I siciliani, anch’essi cittadini italiani sono costretti a subire da troppo tempo le conseguenze di questi ritardi infrastrutturali ed è compito dei nostri rappresentanti politici siciliani (comunali, provinciali, regionali e nazionali) rimuovere gli ostacoli di ordine sociale ed economico, così come recita l’art. 3 della Costituzione Italiana. Non vorremmo che le infrastrutture di cui i Siciliani e la Sicilia si aspettano da quarant’anni, viaggiassero solo sui binari delle varie campagne elettorali.

(g.m.)

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