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Sicilia: l’esorcismo, e di conseguenza l’esorcista, esistono ancora per la credulità popolare e l'assenza dello stato

Lo stato punisce chi abusa della credulità popolare (art. 661 c.p.), ma sembra che stia tornando di moda l’esorcismo e con esso sta tornando di moda il frate o prete esorcista. Le paure dell’uomo sapientemente utilizzate per creare, da tempi della santa inquisizione, che di santità ne aveva ben poca, spettri e fantasmi inesistenti.

La chiesa cattolica, proprio a partire dal Concilio di Verona del 1184, si è dotata di uno strumento, l’inquisizione, per indagare e punire, mediante un apposito tribunale, i sostenitori di teorie considerate contrarie all’ortodossia cattolica, perseguire gli eretici, ossia coloro che «dommatizzano contro la fede cristiana e generalmente contro la religione e punire i pagani o comunque chiunque non professasse la “fede” cattolica.

E, ad avvalorare la tesi che la chiesa cattolica voleva e ancora oggi pretende la sovranità sui popoli, il 21 luglio 1542 Paolo III emanò la bolla Licet ab initio, con la quale si costituiva l’Inquisizione romana, ossia la «Congregazione della sacra, romana ed universale Inquisizione del santo Offizio». Mentre nell’Ottocento gli Stati europei soppressero i tribunali dell’Inquisizione, questa fu mantenuta dallo Stato pontificio e assunse nel 1908, regnante Pio X, il nome di «Sacra Congregazione del santo Offizio», finché con il Concilio Vaticano II, durante il pontificato di Paolo VI, in un clima profondamente mutato dopo il papato di Giovanni XXIII, assunse nel 1965 l’attuale nome di «Congregazione per la dottrina della fede», che è stata guidata fino alla sua nomina papale, proprio dal cardinale Joseph Ratzinger, oggi Papa Benedetto XVI.

 Centinaia di migliaia di morti innocenti torturati ed uccisi in modo violento ed inumano per futili motivi riconducibili però al potere, violento e barbaro, che la chiesa cattolica voleva imporre sui popoli.

E’ cambiato il metodo, non esiste più la tortura e la pena capitale cattolica per il sacro romano impero, ma lo spettro dell’inquisizione aleggia sempre, tetro e preoccupante.

La continuità è garantita dalla teoria dell’esorcismo e di conseguenza dagli esorcisti o presunti tali. Una professione unica nel suo genere che non deve provare nulla, solo teorizzare.

La Sicilia paga, proprio per la sua arretratezza culturale, e di conseguenza di una più accentuata credulità popolare, il pedaggio più alto alla chiesa cattolica potendo contare il più alto numero di sacerdoti esorcisti, secondo SiciliaInformazioni, sui 100 esorcisti presenti in Italia, 20 sono in Sicilia, il che è tutto dire.

Tutto ciò appare come una manipolazione della mente umana in modo tale da poter “far sentire” spettri e fantasmi che si impossessano di corpi per fini reconditi. Sempre povera gente, impressionabile e culturalmente di basso livello, che proprio per questa sua condizione, è fatalmente preda del … demonio.

E’ incredibile come nel terzo millennio, un frate francescano che vive in Sicilia, nella città di Totò Riina, rilasci un intervista a SiciliaInformazione e asserisca ancora di praticare esorcismi da più di otto anni e che avrebbe vissuto esperienza estreme, ma soprattutto appare incredibile che ancora parli di “armadi che vanno da una parte all’altra di una stanza, porte che si aprono, suppellettili che cadono da sole”,  e che “… con la vessazione, il diavolo comincia a colpire il soggetto sia nel corpo che nella mente: nel primo caso si manifestano segni sul corpo, scritte sanguinanti o forti dolori; nel secondo caso il maligno si presenta sotto la forma di pensieri ossessivi o strane fissazioni. Infine, la possessione. È il grado di azione straordinaria più grave: il diavolo prende totale possesso della persona e causa la sospensione delle sue facoltà”  

Chiarificatrice per certi aspetti è l’affermazione secondo cui:  “Noi esorcisti riconosciamo subito i casi di vera possessione. Quello che ci orienta è l’avversione al sacro del soggetto posseduto, la manifestazione di un’intelligenza acutissima oppure quando viene mostrata una tenace volontà di odio fine a se stesso. Lì siamo davvero di fronte al demonio”.

L’avversione al sacro, cioè alla chiesa cattolica, proprio il motivo per cui nel lontano 1184 fu deciso di combattere e punire con atroci torture e uccisioni di massa, chiunque osasse mettere in dubbio l’ortodossia cattolica.

L’ossessione della chiesa cattolica romana di considerarsi l’unica via alla salvezza dell’uomo e la condizione di sudditanza dello stato italiano al Vaticano, che pur prevedendo nel suo codice  penale una norma che punisce chi abusa della credulità popolare, “permette” alla chiesa cattolica certe pratiche.

 

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