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Marsala. Servizio di scuolabus: tanti fili pendenti su bando, gestione e revisione mezzi

Ad un anno esatto dalla nostra inchiesta sugli scuolabus di Marsala Schola che proprio a seguito della pubblicazione del reportage fotografico sono stati richiamati a revisione straordinaria su disposizione della Regione Siciliana,ritorniamo sull’argomento perché siamo venuti a conoscenza di alcuni aspetti generali che, se confermati, spiegherebbero certe situazioni che si sarebbero verificate prima e dopo l’aggiudicazione del bando.

Iniziamo con i 7 autisti che secondo le cronache chiedevano i loro diritti di lavoratori. Diritti richiesti anche con ricorsi presso le competenti autorità.

I 7 non sono stati riassunti dalla ditta che si è aggiudicato l’appalto con un offerta a ribasso sul prezzo d’asta dello 0,1%.

Ciò appariva palesemente in contrasto con le norme del capitolato speciale d’appalto che prescriveva l’obbligo di riassunzione del personale iscritti nel libro paga della ditta che aveva svolto il servizio di scuolabus nel 2006.

Una attenta lettura del capitolato fa emergere un particolare molto importante. Nel capitolato speciale d’appalto viene indicato l’obbligo di riassunzione di tutto il personale dipendente e iscritto nel registro il 31.12.2006 e non al 31.12.2006.

Il 31 dicembre, l’azienda che aveva l’appalto aveva iscritti nel registro paga soltanto 15/16 dipendenti a tempo indeterminato il cui contratto scadeva con la scadenza del contratto, e i 7 non erano probabilmente fra quelli!

Ed è in forza di questa “clausola” che ai più apparire come una “tutela” istituzionale del posto di lavoro, che la nuova società, nuova si fa per dire perché come scriveremo più avanti sembra che da circa trent’anni che l’appalto viene aggiudicato sempre dallo stesso filone societario, ha potuto licenziare i 7 autisti dissenzienti, ed assumere altre persone secondo un proprio indiscutibile criterio aziendale.

E qui abbiamo qualche sorpresa. Il padre dell’assessore designato dal candidato sindaco Osvaldo Angileri, membro del CdA di Marsala Schola, risulterebbe dipendente della società in questione e guarda caso, … sarebbe stato assunto proprio a gennaio 2007. Un caso certamente ma a questo si aggiungerebbe il fatto che  Osvaldo Angileri sarebbe il consuocero del Consigliere Mezzapelle, lo stesso consigliere che nel 2007 era stato il promotore in Consiglio Comunale di una mozione per lo scioglimento dell’istituzione Marsala Schola, salvo ritirarla inspiegabilmente qualche minuto prima della votazione, giustificandosi di aver preso questa decisione avendo ottenuto il risultato che si era prefissato, e cioè dividere la maggioranza e far emergere le sue contraddizioni interne.

Giustificazioni che non hanno convinto nessuno ed oggi, alla luce di questa “nuova”, emergono forti dubbi sui motivi del ritiro della mozione che avrebbe quasi certamente determinato lo scioglimento dell’ente che vede come membro politico del Cda, il suo consuocero.

Il caso Angileri/Mezzapelle e “assessore indicato e relativo padre” è uno di quelli che rimane a nostro parere, con tanti fili pendenti da annodare.  

Ritornando ai dipendenti, la prima cosa che appare quantomeno anomala è la diversificazione dei contratti fatti sottoscrivere dalla nuova società appaltatrice al personale assunto.

Ci sono persone a cui sarebbe stato attribuito un monte ore settimanali di 40 ore ed ad altre di 17.

E questa diversificazione appare fortemente discriminante e mette il personale in condizioni di disagio sociale ed economico apparentemente senza alcuna giustificazione aziendale. Ove si consideri che un autista percepisce un salario orario di € 6,7 al lordo delle ritenute e gli assistenti di 6,2 euro lordo, possiamo ritenere che a seconda dei mesi, ci sono dipendenti che arrivano a percepire anche un salario di circa 170 euro, mentre altri arriverebbero tranquillamente a 960 che non è certamente il massimo per un autista con famiglia, ma sempre migliore dell’assistente anziana che percepisce 200/300 euro al mese.   

Appare difficile comprendere la logica aziendale di queste enormi differenziazioni del monte ore anche perché non dovrebbe essere differenziato il salario ma opportunamente organizzato il lavoro all’interno dell’azienda in base alle necessità.

Va da se che se una società privata è libera di operare secondo le proprie linee aziendali, anche se questa situazione ci lascia molto perplessi, ma appare incredibile che una azienda assegnataria di un appalto pubblico possa decidere differenziazioni così evidenti tra personale impiegato per lo stesso servizio.

Ed ancora, appare strano e pregiudizievole che la stessa azienda decida, come sembra abbia fatto l’attuale appaltatrice, di ridurre il monte ore giornaliero ai dipendenti di 15 minuti, senza alcuna variazione contrattuale.

Strane anomalie come quella di un dipendente autista che avrebbe un contratto con 40 ore di monte ore lavorative e che svolgerebbe la sua attività coadiuvato da un/una assistente che invece contrattualmente ne avrebbe 20.

Come verrebbero giustificate e pagate le ore supplementari in rapporto al contratto ed agli altri contratti? Forse straordinario, ma come socialmente è giustificabile ciò se poi altri dipendenti non avrebbero la possibilità di ottenere un salario”dignitoso”.

Ed ancora. Nel periodo delle festività o comunque nei periodi in cui il servizio non viene effettuato, al personale non verrebbe corrisposto alcun salario e, come accade per le festività natalizie, il personale viene “sospeso” senza assegni. Questa procedura appare fortemente pregiudizievole del diritto del lavoratore perché nello specifico caso l’azienda non si trova in difficoltà per mancanza di lavoro ma ferma, con regolare contratto di appalto, per festività e quindi, secondo il contratto nazionale del lavoro, i dipendenti dovrebbero essere retribuiti regolarmente.

Siamo senza dubbio in presenza di una azienda privata e non pubblica ma nel caso specifico svolge un sevizio per un ente pubblico e quindi pensiamo che l’ente Comune, ovvero Marsala Schola, abbia l’obbligo di tutelare opportunamente i lavoratori che svolgono servizio su mezzi pubblici anche se gestiti da una società privata.         
Il deputato regionale Giulia Adamo ha dichiarato  “… di essere molto preoccupata per la situazione di sfruttamento dei lavoratori degli scuolabus e della refezione scolastica. Per Giulia Adamo la situazione che in questi anni appalti truffaldini hanno permesso e permettono a pseudo cooperative di operare in questo modo deve essere risolta e l’amministrazione intervenire per eliminare queste storture ed operare con trasparenza e soprattutto attivarsi per ridare dignità ad ogni singolo lavoratore.     
Non è tollerabile che i costi dei servizi siano così remunerativi per le aziende a tutto danno dei lavoratori e della collettività. Con una attenta politica sociale, rispettosa delle norme di legge in vigore,  l’amministrazione dovrebbe provvedere ad istituire opportune graduatorie che tengano conto dell’anzianità di servizio, anche inserite in società pubblica di servizi, ed assumere il personale necessario attribuendo loro un monte ore lavorativo adeguato e soprattutto “non diversificato e discriminante”.

Deve finire il tempo – continua Giulia Adamo – del caporalato espresso da pseudo cooperative che da decenni gestiscono i servizi del comune di Marsala e sfruttano il lavoro di cittadini che per necessità sono costretti a subire senza alcuna possibilità di “protestare” e soprattutto senza alcuna tutela istituzionale.”

Da questa sua ultima affermazione, riprendiamo il discorso degli scuolabus.

In pratica dal 1978 il servizio risulterebbe in un modo o nell’altro, gestito dalle stesse aziende o da aziende diverse che però vedrebbe come amministratori le stesse persone o persone a queste vicine.

E questo malgrado, nel 1995 il settore sia stato scosso da una pesante inchiesta della magistratura conclusasi con alcune condanne a carico di responsabili della ditta che allora era appaltatrice del servizio.  Secondo l’esposto presentato nel 2008 alla Procura della Repubblica di Marsala dallo Studio Legale Messina per conto di 7 dipendenti della Cooperativa Servizi Scolastici e Sociali arl, da 15 anni risulterebbe aggiudicataria della gara per il servizio trasporto alunni delle scuole elementari e medie, applicherebbe ai lavoratori un contratto di lavoro per le cooperative di facchinaggio e trasporto merci. Sempre secondo l’esposto, lavoratori vengono licenziati al fine del servizio e riassunti all’inizio dell’anno scolastico ma a loro non verrebbero riconosciuti: ferie, TFR, 13 mensilità, festività.

Nel 1999 Autoservizi Sociali Scolastici si aggiudica l’appalto con una offerta a ribasso del 46% sul prezzo base d’asta, che a tutti sarebbe sembrata anomala mentre Autoservizi Marsala era giunta seconda con un ribasso anch’essa probabilmente anomala del 36%.

Il conseguente ricorso di Autoservizi Marsala presenta alcuni risvolti incomprensibili.

L’Ufficio provinciale del Lavoro di Trapani a cui l’amministrazione si sarebbe rivolta per un parere, risponde che le motivazioni addotte dalla società a giustificazione del ribasso del 46% non apparivano accettabili; malgrado ciò l’appalto veniva confermato e conseguentemente Autoservizi Marsala,  si è rivolta al CGA che ha sospeso l’appalto anomalo … il 27 maggio 2000.    
Praticamente a scuola terminata …  Più o meno di quanto successo recentemente con il TAR per il caso della refezione scolastica. Ebbene, dopo una serie di trattative private si va al nuovo bando e una ATI (associazione temporanea di imprese) composta da Happy Project, Autoservizi Marsala e Autoservizi Sociali Scolastici, si sarebbe aggiudicata l’appalto con un ribasso dello zero … virgola.

Tutti si sarebbero attesi un miglioramento delle condizioni dei lavoratori ed un miglior servizio ma, niente è sembrato cambiato rispetto al passato per i lavoratori. Passiamo al 2006, cioè all’ultimo bando relativo ai servizi di scuolabus che termineranno con la fine dell’anno scolastico in corso. La Società Italia Srl, che vedrebbe gli stessi amministratori delle disciolte società che risulterebbero assegnatario del contratto precedente e assicurato il servizio fino al 31/12/2006, si aggiudica l’appalto, sembra, con un ribasso dello 0,1% sulla base d’asta, e sembra sia stata l’unica società partecipante alla gara. Il sembra è giustificato dal fatto che non ci risulta alcuna comunicazione di Marsala Schola circa la ditta aggiudicatrice della gara.

Se il 46% di ribasso sembrava eccessivo ed anomalo così come poi è stato giudicato dal CGA, anche questa offerta così bassa, ai più faceva sorgere più di qualche dubbio.

Anomalie e perplessità su situazioni che nessuno sembra abbia mai pensato di chiarire, soprattutto non ci risulta che sia mai stata data pubblicità ufficiale sul numero di azienda partecipanti alla gara.

E passiamo infine ai mezzi.

Proprio l’anno scorso, attirandoci l’ira di qualche persona interessata, abbiamo realizzato una inchiesta che metteva in luce carenze strutturali gravi dei mezzi in dotazione a Marsala Schola.

Sedili divelti, buchi nel fondale dei bus, parti della carrozzeria che presentavano crepe drammatiche, parafanghi di alcuni mezzi, in particolare di quelli anziani costruzione CORIASCO,  che anziché essere in resina come da costruzione, nel tempo sembra sia stati sostituiti irregolarmente con analoghi in ferro, vetri laterali sostituiti con plexiglass, riscaldamento ed aeratori non funzionanti, e problemi strutturali nelle parti meccaniche gravi, erano presenti nei mezzi sottoposti d’autorità dalla Regione Siciliana, a revisione straordinaria.

Qualcuno, con un poco accorto comunicato ci aveva accusato di aver “montato” le fotografie e di fare ingiustificato allarmismo.

Alcuni mezzi secondo quanto riferitoci dal Dr. Cimino l’anno scorso che ci ha anche inviato un rapporto sull’ispezione, sono stati dichiarati idonei dopo una seconda revisione ma, oggi, come ieri, la situazione dei mezzi appare identica a quella di un anno fa anche se le evidenze documentate l’anno scorso non appaiono “visibili”. In più, voci insistenti, riportano che in alcuni mezzi quando piove, l’acqua entra all’interno.  Come si può vedere dalla foto accanto, appare incredibile che un mezzo che presentava gravi dissezioni della carrozzeria, ancorchè sottoposto a stuccature e make up, sia potuto passare alla revisione presso la motorizzazione di Trapani e non “radiato” per evidenti gravi carenze strutturali. E questo è solo uno dei casi documentati nella nostra inchiesta del 2008 che ha prodotto una revisione straordinaria dei mezzi su precisa disposizione della Regione Siciliana (nota del dr. Falgares)

Abbiamo chiesto al Direttore Cimino come sia stato possibile dichiarare idonei al trasporto “alunni” mezzi così vetusti che non assicurano l’incolumità dei trasportati e del personale dipendente  per le evidenti carenze strutturali che presentano.

Cimino ci ha risposto che il responsabile del settore è l’ing. D’Amico e quindi abbiamo chiesto a questi una dichiarazione.

D’Amico non ci ha dato in verità risposte esaurienti e trincerandosi dietro una “protocollo” di revisione che per ogni mezzo deve durare non oltre 20 minuti, ha dichiarato che la Motorizzazione non ha alcun potere di disporre la radiazione di un mezzo pubblico.

Deve essere l’amministrazione  ad avvertire la necessità di sostituire mezzi che circolano da oltre trenta anni.

Noi abbiamo più di qualche dubbio. Se la motorizzazione non ha alcun potere di “radiare” mezzi che trasportano alunni che non sono sicuri, allora sarebbe interessante sapere a cosa serve questa revisione annuale dei mezzi. Una normale pratica burocratica ?

Ci fermiamo qui perché pensiamo di aver quantomeno dato a molti lettori la possibilità di farsi un’opinione sul pianeta servizi pubblici di scuolabus e sulla sicurezza che organi istituzionali garantiscono ai loro figli. Fra giorni gli scuolabus saranno sottoposti ad annuale revisione ed è prevedibile che saranno tutti idonei al servizio pubblico … per Marsala.

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