lunedì, Settembre 26, 2022
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Il Ponte sullo stretto di Messina: valvola di sfogo per le aziende del Nord

Dalle notizie apparse sui giornali, apprendiamo che il CIPE ha stanziato 1,3 miliardi di euro, per il ponte sullo stretto di Messina.
Con una politica sempre accentratrice e univoca, si decide di un’opera come il ponte sullo stretto di Messina, senza che i Siciliani si siano mai pronunziati su questa grande opera. Domenico Cutrona, Segretario del Movimento Popolare Federalista, a nome del  Movimento esprime alcune perplessità su questa grande opera. Il ponte sullo stretto, dal punto di vista ingegneristico, presenta una soluzione ormai superata dalle nuove tecnologie. Peraltro il costo è molto elevato ed è molto rischioso per la sicurezza. Se realizzato il ponte, dovrebbe restare chiuso per cento giorni l’anno per le avversità meteorologiche che sono presenti nella zona. Sarà soggetto al fenomeno del galopping, (deformazione del manto stradale), oltre al fatto che il vento potrebbe causare il collasso della struttura. Sarebbe molto più ragionevole prendere in considerazioni le problematiche tecniche e ingegneristiche prima di realizzare un’opera di così elevato costo.
Sarebbe una logica conseguenza, anziché perseguire  interessi economici di parte risolvere prima tutte le incongruenze della Regione Siciliana. E’ molto contraddittorio spendere tanti soldi per il ponte quando invece vi sono molte infrastrutture in Sicilia, mai realizzate o mal utilizzate, strade, aeroporti, dighe, acquedotti, fognature, scuole, presidi della sanità ecc che sono sicuramente problemi che investono direttamente il cittadino siciliano. Gli interessi di parte sono tanti e le forze politiche devono assumersi le loro responsabilità compresi quei movimenti che si dichiarano autonomistici, ma che si comportano poi come partiti a caratterizzazione nazionale.
Domenico Cutrona
Segretario Politico MPFE

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