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La IATA chiede ai governi ed alle industrie un allineamento sulle emissioni

La IATA (l’Associazione del trasporto aereo internazionale) International Air Transport Association ha chiesto all’industria aeronautica e ai governi di presentare un approccio globale allineato sulle emissioni dell’aviazione alla Conferenza per la Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico (UNFCCC) che si terrà a Copenhagen nel mese di dicembre. 
“La responsabilità ambientale è un impegno fondamentale dell’aviazione, accanto a quello per la sicurezza e la security, ma potremo portare a termine questo impegno solo se i governi saranno allineati con i quattro pilastri della nostra strategia. Copenhagen metterà alla prova questo allineamento, specialmente su misure economiche concrete”, ha detto Giovanni Bisignani, Direttore Generale e Amministratore Delegato della IATA. Bisignani ha fatto queste osservazioni nel discorso di apertura del Vertice annuale su aviazione e ambiente, organizzato dall’ATAG (Air Transport Action Group), che si sta svolgendo a Ginevra.
 Tutti gli attori del settore aeronautico sono uniti in una Strategia dei quattro pilastri sul cambiamento climatico mirata a (1) investimenti tecnologici, (2) operazioni efficaci, (3) infrastrutture efficienti e (4) misure economiche concrete..
 “Sono convinto che stiamo sulla strada giusta riguardo a tecnologia, operazioni e infrastrutture. Il quarto pilastro – quello delle misure economiche concrete – richiede con urgenza la nostra attenzione”, ha detto Bisignani. “I governi devono andare oltre delle misure economiche punitive, come queste cosiddette imposte sull’ambiente eccessive, per puntare a delle misure che riducano le emissioni in uno sforzo coordinato globalmente. Questa era la visione dei saggi estensori del protocollo di Kyoto. Ma i governi sono ancora lontani dal raggiungerla”.
 Il protocollo di Kyoto aveva scelto per un approccio di settore nell’ambito dell’aviazione, riconoscendo che la natura globale dell’aviazione internazionale richiedeva una soluzione diversa dal fissare geograficamente dei settori. Venne affidato all’ICAO (l’Organizzazione dell’aviazione civile internazionale) il compito di gestire le emissioni internazionali dell’aviazione. Il Gruppo di 15 paesi dell’ICAO sull’aviazione internazionale e il cambiamento climatico (GIACC) ha ricevuto l’incarico di indicare delle proposte e degli obiettivi in preparazione di Copenhagen. 
“Mentre il GIACC si prepara per Copenhagen, bisogna affrontare tre sfide. La prima è quella di coniugare l’approccio unificato della Convenzione di Chicago che guida l’ICAO con il principio della responsabilità comune ma differenziata (common but differentiated responsibility – CBDR) che è un caposaldo del processo della UNFCCC. La seconda sfida è quella di mantenere l’approccio di settore stabilito a Kyoto per l’aviazione internazionale. La terza è sviluppare delle misure economiche concrete che siano efficaci nella riduzione delle emissioni dell’aviazione. Questo significa sostituire il crescente patchwork di imposte verdi, di costi e di proposte sul commercio delle emissioni con un sistema globale; ripartire i finanziamenti da quel sistema a progetti ambientali e trattare in modo giusto l’aviazione, in proporzione al suo contributo del 2% alle emissioni globali di CO2 prodotte dall’uomo”, ha detto Bisignani. 
Bisignani ha anche messo in evidenza i successi dell’aviazione nella riduzione delle emissioni. “L’impegno dell’aviazione per un approccio globale ed efficace al tema del cambiamento climatico non è mai stato così forte. La crisi economica non ha cambiato la nostra visione, né ha fatto diminuire i nostri sforzi”, ha detto Bisignani. “Quest’anno ci aspettiamo un calo del 7,8% nelle emissioni globali di CO2 dell’aviazione. Di questo, il 6,0% dipende da un previsto calo di capacità e il restante 1,8% è in relazione diretta con la nostra strategia dei quattro pilastri sul cambiamento climatico, e in particolare dal miglioramento delle tecnologie, delle operazioni e delle infrastrutture”. 
I miglioramenti sono possibili in due campi: 
Risparmio di carburante: Ridurre il consumo di carburante riduce le emissioni. “Nel 2008, grazie all’impegno della IATA, si sono risparmiati 15 milioni di tonnellate di emissioni di anidride carbonica. Lavorando fianco a fianco con le compagnie parti della nostra Associazione, i Green Team della IATA hanno identificato risparmi fra il 3 e il 12% nel consumo di carburante in ogni compagnia aerea visitata. Abbiamo anche lavorato con i fornitori di servizi di navigazione aerea ottenendo 214 rotte più dirette e una migliore gestione aeroportuale in 103 aeroporti. Il nostro obiettivo per l’anno in corso” – ha detto Bisignani – “è quello di risparmiare altri 10 milioni di tonnellate”. 
Biocarburanti:  Il recente successo dei test condotti da Continental, JAL, Air New Zealand e Virgin ha dimostrato che i biocarburanti sostenibili di nuova generazione funzionano. “Abbiamo fatto dei progressi fantastici. Ottenere la certificazione per il 2010 o 2011 è una possibilità reale. I biocarburanti possono mantenere la promessa di una migliore efficienza del carburante oltre alla capacità di ridurre le emissioni dell’80% nel ciclo di vita del carburante. Un’industria del biocarburante di successo può svolgere un ruolo importante nella sicurezza dell’energia e potrebbe essere un importante generatore di posti di lavoro e di ricchezza per il mondo in via di sviluppo. La produzione commerciale dovrebbe essere una priorità per i governi”, ha detto Bisignani, “che dovrebbero incoraggiarla con efficaci incentivi tanto fiscali che normativi”.
“Nel 2007 proposi una visione in cui l’aviazione raggiungeva una crescita carbon-neutral sulla strada di un futuro ad emissioni zero. Questo spinse più in là i confini di quello che si riteneva possibile. Ventidue mesi dopo, sia più vicini che mai a una crescita carbon-neutral. Non possiamo, comunque,  accontentarci. Abbiamo la responsabilità di assicurare un futuro ai 32 milioni di posti di lavoro e ai 3,5 trilioni di dollari delle attività economiche che dipendono dall’aviazione. Abbiamo bisogno di una leadership globale che unisca il settore aeronautico e i governi con il comune proposito di ridurre le emissioni”, ha detto Bisignani.

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