mercoledì, Settembre 28, 2022
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Il caso Eluana fa piombare l’Italia al periodo storico teocratico e truffaldino

E’ la chiesa cattolica apostolica romana uno dei grandi problemi italiani. Di norma non scriviamo sui fatti italiani visto la nostra vocazione sicilianista e siciliana anche se talvolta  cerchiamo di guardare, criticamente,  i fatti e i misfatti del mondo, ma ciò che è successo ieri tra il governo e la presidenza  della Repubblica ha del clamoroso e per certi aspetti interessa anche la Sicilia. Anche questa volta non ne parliamo ma prendiamo lo spunto del caso Eluana solo per scrivere, in poche righe, il nostro pensiero, e forse quello di molti italiani, sull’attuale situazione sociale, politica e civile dello stato italiano.
Fino ad ieri la casta parlamentare e gli oltre 2 milioni di persone che”vivono” intorno ad essa, non aveva mai manifestato crepe al suo interno. Diversità di veduta, di pensiero piuttosto che di ideali, alla fine sono sempre state messe da parte per la … continuazione della specie.
Ma dal binomio DC / PCI che per quasi mezzo secolo ha gestito l’Italia, il primo  al governo e il secondo  con le cooperative rosse ed i sindacati, siamo passati dagli inizi degli anni ’90, velocemente dalla pax politica, al caos più totale che sta riportando indietro nella storia l’Italia.          
Per certi aspetti sembra vivere il periodo fecondo della Chiesa Romana, che vedeva l’Italia quasi come uno stato  “teocratico”,  con il Vaticano che dettava le regole e i ritmi di vita ai cittadini.    
Con l’avvento di Giovanni Paolo II, l’Italia sembrava aver riconquistato la sua “indipendenza” dal Vaticano ma Benedetto XVI sembra stia creando tutte le condizioni per annullare tutto quanto di buono era stato fatto dal papa polacco.        
Noi siamo stati tra quelli che dicemmo che il nuovo pontefice sarebbe stato un ritorno al passato; oggi ne abbiamo una conferma, Benedetto XVI,  custode della fede, sta  cercando di riconquistare la supremazia della chiesa sulla giovane e debole, per insipienza della classe politica italiana, repubblica italiana.  
Noi siciliani abbiamo pagato, a causa anche della insipiente casta feudale politica siciliana, un prezzo forse più grande del resto d’Italia perché mentre la chiesa spadroneggiava e indicava la “sua” morale cattolica apostolica romana, lo Stato italiano, ha messo in atto le più grande truffe che il popolo siciliano abbia mai subito dopo la grande beffa dell’annessione e del relativo plebiscito monarchico del 1800.
Sono state cambiate le regole di convivenza tra lo Stato e la Regione Autonoma che con un documento pattizio  aveva acquistato il diritto dell’autodeterminazione e si è permesso alla Corte Costituzionale di offendere la Costituzione stessa che avrebbe dovuto “tutelare”, avvallando sentenze che erano solo “politiche” ed incostituzionali. La incostituzionalità delle sentenze della Corte e di certe leggi nazionali e regionali è dimostrata dal fatto che le norme dello Statuto “sabotate”, sono ancora scritte, nero su bianco, sulla Carta Costituzionale italiana.  
         
Oggi quello stato così oppressivo e truffaldino con i siciliani e la sua autonomia, appare di nuovo, dopo decenni, sotto tutela del Vaticano. Un ritorno al passato che non fa presagire nulla di buono per la vita dei cittadini siciliani. 
Con il caso Eluana, il governo che cambia le regole della convivenza civile “in corsa” per soddisfare le richieste della chiesa cattolica, che non si preoccupa di varare provvedimenti di urgenza incostituzionali, e che sminuisce la carica del Presidente della Repubblica affermando che avrebbe varato in due tre giorni una legge, identica come testo al decreto legge, ci fa assistere, purtroppo per noi, ad un cambiamento epocale della vita civile italiana.  
In uno stato “democratico, laico e civile” il governo non si pone in netto contrasto con la Magistratura e pensa di annullare sentenze della Cassazione con un decreto legge, inuno stato democraticofondato sul diritto, la Magistratura, non pensa di intervenire in un caso già discusso e sentenziato dalla Corte Costituzionale e dalla Cassazione, ed infine, in uno stato democratico un ministro dello stato non “ammonisce” medici e professionisti rei di non seguire la sua visione etica e cattolica. Tutto ciò aumenta il sentimento di disorietamento dei cittadini che non hanno punti di riferimento certi.
         
La sensazione di vivere non in un democrazia , laica e civile anche se mai compiuta, ma in una nazione teocratica e truffaldina, aumenta con il passare dei giorni.

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