mercoledì, Settembre 28, 2022
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Alla vigilia della notte della democrazia

Mani legate ai pubblici ministeri e bavaglio ai giornalisti. Conseguenza: mano libera ai criminali e popolazione all’oscuro di quel che accade. Soprattutto quando a commettere malefatte sono politici di alto livello e loro sodali (grandi banchieri, bancarottieri, imprenditori spesso operanti con soldi pubblici, etc.). Sembra essere questo lo spirito – e comunque queste, di certo, saranno le conseguenze – della riforma del sistema giustizia, e delle intercettazioni, studiato dal governo Berlusconi. Riforme che abbasseranno notevolmente il livello della democrazia in Italia, con un balzo all’indietro che dopo la fine del fascismo e l’approvazione della Costituzione apparivano impensabili. Visione troppo pessimistica? Nient’affatto. Cominciamo dalla riforma delle intercettazioni. E’ fin troppo chiaro che gli investigatori senza questo prezioso strumento di lavoro non riusciranno mai a far luce su tantissimi reati. E’ questo che si vuole? L’impossibilità, poi, da parte degli organi di informazione (che al potere hanno sempre dato abbastanza fastidio), di pubblicarne i contenuti, neppure per estratto e per un lasso di tempo notevole, serve soltanto a far dormire sonni tranquilli a quei governanti che evidentemente hanno qualcosa da temere. Si vuol tutelare la privacy. Tutte BALLE!!! Della privacy della gente comune a chi sta preparando queste riforme non gl’importa un bel nulla! Si vuol evitare la diffamazione? Ma per questo ci sono già precise leggi a tutela di chi, ingiustamente, viene pubblicamente accusato per qualcosa che non ha commesso. La verità è che i governanti, come dicono a Roma, non vogliono essere beccati ‘’con il sorcio in bocca”… Senza intercettazioni, i magistrati non potranno accusarli, mandarli sotto processo e possibilmente condannarli. E senza possibilità per la stampa di pubblicare le intercettazioni, nonché, fino al pubblico dibattimento (o giù di lì), gli eventuali procedimenti penali, la gente non saprà cosa combina chi governa e continua loro a chiedere il voto. E tra le geniali intuizioni di chi ha redatto il ddl sulla riforma della giustizia (speriamo che in Parlamento una parte della maggioranza venga illuminata dal Divino, ma ci credo poco) c’è anche il divieto per i pubblici ministeri di avviare un procedimento penale sulla base di un articolo di stampa. E così se un giornale, o una tv, scoprono uno dei tanti scandali di questo strano Paese e lo denunciano pubblicamente, il pm dovrà far finta di non vedere e non sentire…….. Di rilievi se ne potrebbero fare ancora tanti, ma per adesso mi sono stancato… Non si illuda, però, questo governo-regime. Non ci stancheremo mai di lottare per mantenere in Italia un sufficiente livello di democrazia.

 Euno

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