mercoledì, Settembre 28, 2022
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Da Aldo Moro a Bettino Craxi, e la truffa italiana sull’energia siciliana

Nessuno più ricorda che ancora prima della nascente Repubblica italiana, la Sicilia otteneva un importante risultato in campo energetico. che il 2 gennaio 1947 infatti, esattamente un anno prima dell’entrata in vigore della Costituzione italiana, veniva costituito l’E.S.E. Ente Siciliano Elettricità. 
Un Ente Pubblico Siciliano avrebbe quindi gestito la produzione e  distribuzione dell’ENERGIA ELETTRICA in Sicilia, sino ad allora monopolio  della privata del NORD S.G.E.S. (Società Generale Elettrica della Sicilia) che imponeva alti costi e servizi scadenti. 
Prima ancora della costituzione della Repubblica, la Sicilia, autonoma e federata, disponeva di proprie risorse energetiche. 
Dopo la nazionalizzazione dell’energia elettrica in Italia avvenuta nel 1962, l’E.S.E., considerato ancora oggi una delle più importanti conquiste  del Parlamento Siciliano ebbe vita difficile.
Nel 1965 con decreto ministeriale fu trasferita unilateralmente alla allora  giovane ENEL senza,tra l’altro, il pagamento di alcuna indennità alla  Sicilia. Ciò venne considerato come un vero e proprio furto di elettricità siciliana oltreché un inconcepibile attacco al Parlamento Siciliano. Furto che è bene ricordare continua ancora oggi con la benevolenza dei governi siciliani, troppo legati alle esigenze delle segreterie nazionali e dei poteri forti del nord.
Dopo alterne vicende l’E.S.E. cessa definitivamente di vivere nel marzo 1974 quando venne sacrificato alla “ragion di stato”.
L’ESE fu la merce di scambio pretesa dai socialisti alla democrazia cristiana per costituire il patto politico del “centro sinistra organico” . Così fu. L’E.S.E fu fagocitato dall’ENEL che era gestito dai socialisti.
Nenni e Craxi quindi, ci hanno usato come merce di scambio e ricatto governativo, Roma capitale, nel nome degli interessi romani e dei grandi gruppi industriali e finanziari del nord, non si è curata minimamente di dare un altro schiaffo al popolo siciliano.
 
Aldo Moro, Giulio Andreotti, Amintore Fanfani, Pietro Nenni, e l’indimenticabile Craxi Benedetto detto Bettino, hanno contribuito più di altri al sabotaggio dell’autonomia siciliana, togliendoci, per meri interessi di sparitizione del potere, anche la cosa più importante per attività di un paese industrializzato: il controllo e la produzione dell’energia elettrica. 
Oggi noi la produciamo energia, e per molta parte la inviamo a nord attraverso cavi sottomarini, e paradossalmente, paghiamo l’energia in proporzione più cara del nord Italia e ci teniamo l’inquinamento ambientale del triangolo della morte e non solo, e il cancro. 
Anche questa è l’Italia democratica.

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