giovedì, Ottobre 6, 2022
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Sanità siciliana: meglio il commissario che l’assessore Russo

Per Massimo Russo, magistrato e molto vicino a Massimo Grillo ex UDC, bisogna approvare la sua legge di riforma della sanità siciliana in tempi rapidissimi e chi tenta quindi di “emendarla” per correggerne i molti difetti, vuole in definitiva arrivare al commissariamento del settore.
Ovviamente la stilettata è diretta all’UDC che però risponde con il suo capogruppo all’ARS Rudy Maira, in modo alquanto duro:  “neanche per peccato di pensiero l’Udc lavora per addivenire alla nomina di un commissario governativo della sanità siciliana. Chi continua ad affermarlo può non essere in buona fede, insistere, come fa l’assessore Massimo Russo, sulla bontà in esclusiva della sua visione di riordino, pena il commissariamento, dà il senso di una strabordante ed intollerabile pressione psicologica”.
 “La nomina di un commissario – secondo l’attuale assessore tecnico alla sanità – avrebbe conseguenze nefaste per la Sicilia delle quali non voglio assumermi nessuna responsabilità e produrrebbe certamente un ulteriore aggravio delle tasse per i cittadini. Soprattutto sarebbe una pesante sconfitta per la classe politica siciliana che si vedrebbe di fatto esautorata dalle proprie competenze su una materia delicata e strategica”.
A Russo quindi, non passa neanche lontanamente per la testa che il “suo” piano in definitiva sia solo un piano di tagli ai servizi e non di un vero e proprio riordino del sistema sanitario siciliano.
Secondo Russo, che afferma che in sette mesi è riuscito a trasformare una situazione fallimentare in una virtuosa, non è stato ben compreso il rigore con il quale il tavolo tecnico giudici i suoi provvedimenti.
E siccome ha avuto il plauso del Presidente del Consiglio Berlusconi, il piano di tagli e ritagli messo in atto da Russo o lo si approva così com’è oppure c’è il commissariamento.
Sarebbe la sconfitta della politica secondo l’assessore tecnico, ma forse, sarebbe più semplicemente la sconfitta di un piano che così com’è, non è altri che un taglia e ritaglia senza minimamente toccare i veri problemi del dissesto finanziario sanitario siciliano.
Ed allora, forse, meglio il commissario a Russo.

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