mercoledì, Settembre 28, 2022
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Refezione scolastica a Marsala: nuova gestione, vecchi problemi, ma tutto … va bene

La premessa. Dopo una lunga e travagliata storia, anche giudiziaria e tutt’altro che terminata, la refezione scolastica della città di Marsala è stata appaltata, come noto, a Nuova Cucina Siciliana, già assegnataria del servizio nel febbraio 2008, e la Cooperativa Airone riunitesi in Associazione Temporanea di Imprese.
La prima cosa che salta subito alla nostra attenzione è che la Cooperativa Airone è stata ammessa a partecipare alla gara, anche se in ATI, pur essendo stata esclusa nel precedente bando da Marsala Schola per dei motivi, riguardante i contratto dei lavoratori, che non permettevano alla Cooperativa di parteciparvi.
Ora, è certo che la Cooperativa Airone non ha cambiato ragione sociale e quindi, logica avrebbe voluto, che fosse esclusa anche da questa gara.
L’averla ammessa appare come una dichiarazione ufficiale di Marsala Schola di aver clamorosamente sbagliato l’anno scorso.  E visto il risultato del TAR, di sbagli, l’Istituzione ne avrebbe fatti tanti e tutti a danno della città, anche se ancora non è chiaro chi pagherà per questi. Sembra, che tutto stia scivolando nell’oblio come spesso succede a Marsala ed alla fine, i danni li pagano i cittadini con le proprie tasse.
La notizia. Con il cambio della gestione, si fa per dire, e l’aumento di oltre il 60% del costo delle derrate alimentari previsto nel bando rispetto al precedente scaduto il 31.12.2007, la qualità del cibo non sembra, secondo molte segnalazioni, che purtroppo pervengono a noi e non a Marsala Schola come ci ha fatto notare più di una volta il Presidente del CdA Caterina Adamo, che sia cambiato molto. Anzi, per certi aspetti si potrebbe dire che qualità e quantità siano diminuite rispetto al passato.  
A ciò si aggiungerebbero una serie di problemi tecnici ed organizzativi dell’ATI che provocano disservizi nella somministrazione della refezione ai bambini.
Non sempre, e spesso senza alcun motivo e preavviso, il catering arriva agli orari stabiliti e in alcuni casi, bambini in età prescolare, sono costretti a mangiare intorno alle 2,40 pomeridiane.
L’ATI inoltre, secondo alcune informazioni, non rispetterebbe il contratto anche nell’impiego del personale che disporrebbe nei vari plessi in numero inferiore a quello stabilito contrattualmente.
Ed a proposito del personale, riceviamo molte lamentele da parte di lavoratori dell’Airone e ovviamente di Nuova Cucina Siciliana, circa l’attribuzione delle ore lavorative. Alcuni sarebbero costretti a lavorare, ovviamente per necessità, per due ore al giorno e spesso capita pure che vengono impiegate in località distanti dalla loro abitazione, con il risultato che alla fine, il salario orario netto percepito non copre neanche il costo della benzina per gli spostamenti.
Questa situazione, rapportata al fatto che l’ATI, secondo informazioni che abbiamo avuto, avrebbe assunto personale subito dopo aver avuto assegnato l’appalto, assegnando loro un numero di ore lavorative superiori a quello, attribuito a chi era già in servizio, ha del clamoroso. Si vocifera che alcuni di questi nuovi assunti, siano ovviamente vicini a politici e sindacati marsalesi. Tra questi, ci hanno segnalato una persona vicino all’Assessore Salvatore Adamo. Noi abbiamo contattato l’assessore che ci ha confermato che il ragazzo (non fidanzato) della figlia è stato assunto per la refezione scolastica ma non c’è alcun rapporto di parentela e soprattutto, ha tenuto a precisare, “non conosco neanche la famiglia di questo ragazzo”. Adamo lamenta e ritiene che ciò vada scritto, e noi lo scriviamo, che le due figlie, per il solo fatto di chiamarsi Adamo, non riescono a trovare un posto di lavoro.
Detto ciò, e ritornando sulla questione delle ore lavorative appare quantomeno strano ed anomalo che l’Airone e Nuova Cucina Siciliana abbiano assunto altro personale quando era più semplice, ed ovvio, aumentare il numero di ore lavorative di quelli già in servizio, così da garantire loro un salario “decente”.  
Ma forse, non potevano farne a meno …

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