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AGRUMI: LOTTA AL VIRUS, RAGGIUNTA INTESA TRA REGIONI MEZZOGIORNO

CATANIA – Intesa raggiunta tra Sicilia, Calabria, Puglia e Basilicata nella modifica della normativa, risalente al 1996, per la lotta al virus della “tristezza” degli agrumi. Nel corso tavolo tecnico tra gli assessori regionali all’Agricoltura, che si è svolto a Catania, si è arrivati alla definizione di una piattaforma comune, sia per gli agrumeti che per l’attività vivaistica. La bozza definitiva del decreto sarà redatta dai servizi fitosanitari regionali e quindi trasmessa al ministero delle Politiche agricole e forestali
“Abbiamo proposto alle altre Regioni – spiega l’assessore Giovanni La Via – un sistema assolutamente innovativo. Si tratta di un doppio controllo sulle piante prima della commercializzazione. Un primo livello di autocontrollo è operato dagli stessi vivaisti, con il ricorso alla certificazione di laboratori accreditati e, successivamente, un controllo sistematico da parte del Servizio fitosanitario regionale, che si avvale di propri laboratori diagnostici per i saggi sierologici. Insomma, un sistema a doppia maglia per eliminare, già prima della partenza, ogni possibile rischio di infezione sul materiale vivaistico. Una nuova strategia soft – continua –  per approcciare una malattia che può infettare le piante di agrumi, ma può rimanere non visibile in molti casi e per interi decenni. Nei comprensori dove sono stati riscontrati ceppi ipovirulenti, si può procedere con una riconversione graduale degli impianti con l’impiego di portinnesti tolleranti, alternativi all’arancio amaro, imparando nel tempo a convivere con la malattia, come avviene già in Spagna. Nell’interesse degli stessi agricoltori è invece necessaria l’estirpazione dei ceppi più virulenti e pericolosi, che potrebbero far morire velocemente le piante”.
Il tavolo tecnico ha approvato anche lo schema dei controlli proposto dalla Regione siciliana, scritto in collaborazione e d’intesa con alcune delle più importanti istituzioni siciliane di ricerca, sulle misure obbligatorie per l’attività vivaistica agrumicola, un settore particolarmente importante nell’Isola, con la presenza di diverse centinaia di operatori e la produzione di milioni di piante ornamentali, destinate essenzialmente all’export verso i Paesi nordeuropei. Un mercato ricco e vivace che ci vede in aperta concorrenza con i vivaisti spagnoli.
“E’ davvero essenziale – riprende La Via – assicurare la massima garanzia delle piante commercializzate in Sicilia, nel pieno rispetto delle direttive comunitarie in materia fitosanitaria. Ma le norme e i controlli non devono discostarsi da quelli convenzionalmente applicati in Spagna, soprattutto nel settore ornamentale, e non devono quindi costituire un vincolo tecnico ed economico, assai gravoso per i vivaisti siciliani, in un regime di mercato completamente aperto alla concorrenza”.
All’incontro, oltre a La Via, hanno partecipato gli assessori della Puglia, Enzo Russo e della Calabria, Mario Pirillo, il dirigente generale del dipartimento Agricoltura della Basilicata, Francesco Pesce, i rappresentanti dei Servizi fitosanitari delle 4 regioni, i docenti dell’Università di Catania e di Reggio Calabria e rappresentanti del Centro di ricerca per l’agrumicoltura e le colture mediterranee di Acireale

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