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Sciacca. A che gioco giochiamo?

Sulla protesta dei sindaci dell’agrigentino contrari alla privatizzazione dell’acqua e sulle nostre richieste di aderire a quel comitato, intervengono l’ass. ai servizi a rete, Avv. Gianluca Guardino e il sindaco del Comune di Sciacca, Dott. Mario Turturici.
Il primo afferma:   
Noi non possiamo tirarci indietro rispetto alle norme che prevedono chiaramente ed espressamente l’adesione a Consorzi d’Ambito. Ritengo che anche loro, alla fine, dovranno cedere al rispetto di quelle che sono delle norme che espressamente prevedono l’adesione dei Comuni ai Consorzi d’Ambito
Il secondo:   
Chi oggi chiede la rescissione del contratto con Girgenti Acque non conosce la normativa. La rescissione del contratto nei confronti dell’ente gestore non compete al singolo sindaco ma all’intera Assemblea dei sindaci dei 43 Comuni che fanno parte dell’ATO IDRICO. Faccio notare a chi chiede di intervenire che ho chiesto per iscritto al Presidente della Provincia Eugenio D’Orsi e all’Assemblea dei sindaci di valutare tutte le inadempienze della Girgenti Acque che il Comune ha evidenziato in questi mesi allo stesso ATO IDRICO. Tutto ciò, anche al fine di arrivare ad una eventuale risoluzione del contratto con la società. Molti sindaci che oggi si ostinano a non consegnare gli impianti all’ente gestore non rispettano un adempimento previsto dalla legge e fanno il gioco di Girgenti Acque che, a sua volta, continua ad evidenziare le inadempienze dei Comuni
A questo punto, è bene precisare un paio di cose.        
Ferme restando le norme che impongono l’adesione ai Consorzi d’Ambito che non vengono per nulla messe in discussione dai “sindaci ribelli”, questi ultimi chiedono la GESTIONE PUBBLICA dei servizi idrici e quindi la rescissione del contratto, imposto da un Commissario ad Acta nominato dalla Regione allo stesso ATO IDRICO.
La legge Galli, ampiamente travisata, oltre ad istituire Ambiti Territoriali Ottimali (che dovevano essere designati in base ai bacini d’utenza e non accorpando i Comuni delle singole province) forniva tre possibilità di scelta:        
– una gestione totalmente privata  
– una gestione totalmente pubblica
– una gestione mista
I sindaci contrari alla privatizzazione si ribellano contro la prima di queste tre possibilità, che non hanno scelto ma è stata loro imposta ARBITRARIAMENTE e contro la loro stessa volontà. In definitiva VOGLIONO CHE L’ACQUA E LA SUA GESTIONE TORNI PUBBLICA. E ciò può benissimo essere richiesto anche rimanendo all’interno del Consorzio d’Ambito. Facciamo questa doverosa precisazione poichè abbiamo rilevato che, sull’argomento, non tutti hanno le idee chiare.
I sindaci, che attualmente sono diventati 25, vogliono la rescissione del contratto in essere con Girgenti Acque rivelatasi inadempiente ed incapace di gestire le nostre risorse. Vogliono che la decisione sulla gestione (pubblica o privata) venga rimessa in discussione all’interno dello stesso ATO IDRICO e vogliono che a decidere siano gli stessi cittadini (che hanno acquisito sufficiente consapevolezza su come sia stata fallimentare questa gestione privata negli ultimi otto mesi).
Il nostro sindaco dice che occorre la volontà dei 43 Comuni appartenenti all’ATO ma nel frattempo, lui non aderisce al comitato dei 25 che vogliono la gestione dell’ acqua pubblica, che non riguarda solo al caso Girgenti-Acque ma anche un’altra SpA, SICILIACQUE, lui sta dalla parte dei 18 che vogliono mantenerla privata e quindi tenersi Girgenti Acque.
A che gioco giochiamo?
Sarebbero i 25 sindaci contrari alla privatizzazione dell’acqua in provincia di Agrigento (che invitiamo, con questa nostra lettera, ad intervenire in questo pubblico dibattito) a favorire Girgenti Acque (dopo aver visto e osservato, nel frattempo, in che modo scellerato potrebbero essere gestite le proprie reti e, non ultimo, le fatturazioni verso i cittadini) oppure sono i restanti 18 sindaci, tra cui il nostro, a rimpinguare le casse dell’ente privato, visto che di fronte a cotanta fallimentare gestione stanno fermi sulle proprie posizioni?
La popolazione dell’agrigentino, sull’argomento, qualche idea se l’è già fatta e preferisce sicuramente un sindaco che NON ACCETTA SUPINAMENTE TUTTI GLI ORDINI CHE ARRIVANO DALL’ALTO se questi sono palesemente in contrasto con gli interessi, economici e sociali, dei propri concittadini.
Ass. Altrasciacca
Questi cittadini, probabilmente, se ne ricorderanno anche alle prossime elezioni dove, sulla questione acqua, tutti si giocheranno i propri voti!

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