lunedì, Ottobre 3, 2022
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Sicilia: la crisi tocca il settore alberghiero, tiene l'agriturismo

Anche in Sicilia è arrivata dirompente la crisi economica. Fino a qualche giorno fa i conti in ribasso venivano fatti solo dal settore commerciale che in alcuni casi denuncia mancati incassi rispetto al 2007 di oltre il 40%. La grande distribuzione accusa una flessione del 20/30%  con tendenza ad aumentare la flessione delle vendite.
Rispetto al nord Italia gli effetti del collasso del sistema economico mondiale si sono cominciati ad avvertire in ritardo per la particolare situazione socio economica dell’isola. E’ cosa nota che oltre il 50% della forza lavoro impiegata nel privato in Sicilia è in nero o sottopagata e pertanto le aziende hanno avuto una specie di ammortizzatore sociale che ha permesso loro di non essere toccate immediatamente dalla crisi, mentre i lavoratori hanno potuto godere della possibilità di un doppio lavoro, ovviamente sempre in nero.
Adesso anche il settore alberghiero e la ristorazione sono in situazione critica se non di collasso. La stagione estiva per molti alberghi è stata un campanello d’allarme con circa il 25% dei posti letto non occupati con punte del 40%, mentre hanno “tenuto” i ristoratori che però ora si trovano a dover pagare il conto.
Ristoranti noti e meno noti da una presenza media tra il 35 e 50% dei posti occupati sul totale della capienza nelle giornate “feriali” e il pienone nei fine settimana, hanno visto drasticamente ridursi le presenze tanto da cominciare a licenziare personale in esubero, e siccome siparla di piccoli numeri non fanno notizia ma nel loro complesso la situazione di crisi sta cominciando a divenire preoccupante.
Alcuni esercenti stanno prendendo in considerazione la possibilità di aprire solo nei fine settimana perché nei giorni feriali i costi sono nettamente superiori alle entrate.
In controtendenza gli agriturismi che forti anche di una gestione molte volte a livello familiare, mantengono i prezzi ancora abbordabili e quindi acquisiscono clientela che fugge dalla ristorazione classica.
Chi sceglie l’agriturismo, oltre ai costi ed alla cucina spesso casareccia, è attratto dalla possibilità di svolgere attività collaterali all’aria aperta quali equitazione, trekking, etc.

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