mercoledì, Settembre 28, 2022
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SANITA’: in Sicilia un dentista “convenzionato” effettua una prestazione ogni sei minuti. 12000 in sei mesi.

Qualche tempo fa, subito dopo che il presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo lo ha designato assessore alla sanità, esprimemmo moderati commenti positivi salvo rivedere l’opinione dopo averne valutato i risultati.
Da subito però Russo ha iniziato una politica del gambero, un passo avanti e due indietro senza entrare nel vero problema della sanità siciliana, cioè il SISTEMA SICILIA.
Un vero e proprio labirinto di collusioni politiche, connivenza, distrazioni ed interessi diversi che hanno fatto diventare la sanità siciliana terra di conquista  per decenni, e che si può paragone ad una scrofa da cui prendono il latte giornalmente e con continuità, centinaia e centinaia di porcellini. Internisti che lavorano in intramonea, laboratori convenzionati, medici di famiglia, 118 (uno sproposito il numero dei 118 i Sicilia), case farmaceutiche, associazioni di “volontariato”, etc.
Ora, l’assessore Russo che a Marsala cha ci ha riproposto la politica nel retrobottega lasciando di filata un incontro ufficiale con sindaci, politici, associazioni di categoria, medici, farmacisti, etc. per andare ad incontrandosi con un signor nessuno, pensa di aver risolto il problema sanitario siciliano imponendo tagli a destra e a manca mantenendo al potere i vertici che fin qui hanno operato nella più completa  irresponsabilità economica e non intervenendo sul sistema Sicilia attraverso una capillare azione di “risanamento” morale e civile di quanti operano all’interno del settore.
Non c’è manager di ASL o azienda ospedaliera che non abbia sforato il bilancio senza pagarne conseguenze, sicuro che mamma regione alla fine copriva il deficit, così come è di dominio pubblico che medici e specialisti interni effettuino visite all’interno degli ospedali facendosi pagare profumatamente, altrettanto accertato appare l’uso indiscriminato di “richieste” di visite specialistiche da parte dei medici di famiglia che darebbe l’impressione che vogliano garantire una assistenza più professionale, ma che appare come un circuito illecito a favore di laboratori esterni. Anche all’interno degli ospedali la Sicilia primeggia in campo ostetrico essendo la prima per parti “cesari” e guarda caso buona parte in cliniche private. 
L’assessore ci parla di disposizioni del piano di rientro che non possono essere derogate ma quelle disposizioni che sono farina del suo sacco, appaiono come inutilmente restrittive e peggiorati del servizio sanitario nel territorio e non risolvono il problema della sanità siciliano perché prevedono solo tagli e riorganizzazione in un sistema che fa acqua da tutte le parti.
L’assessore dice che non privilegerà nessuna provincia e quindi pensiamo che non pensi di privilegiare alcuna lobby o struttura non istituzionale ma sarebbe quantomeno doveroso da parte sua, nella qualità di assessore alla sanità, chiarire i motivi che lo hanno spinto ad offendere oltre 200 professionisti e politici per andare da un signor nessuno, che pur non essendo deputato da tempo, grande pensatore di etica, si fregia ancora della targa della Camera dei Deputati con tanto di indicazione On.le Grillo Massimo,  a parlare di ricerca sanitaria.
Russo afferma che la Sicilia spende 250 milioni di euro all’anno per pagare i ricoveri fuori regione e che è intollerabile che l’enorme deficit di bilancio debba poi essere pagato dai cittadini sotto forma di tasse. Però nulla dice del “sistema Sicilia” che  il vero responsabile del disastro sanitario.
Un esempio tra i tanti che sono sotto gli occhi di tutti : in sei mesi, in un distretto sanitario di 100.000 utenti, una ASL siciliana corrisponde ad un dentista un importo complessivo di 280 mila euro per 12.000 “prestazioni sanitarie”.  Da un semplice calcolo risulta che questo dentista  ha effettuato ben 84 prestazioni dentistiche al giorno, in media una prestazione ogni 6 minuti circa,  per ognuno dei giorni lavorativi della settimana e per 8 ore lavorative senza interruzione. 
Ma leggendo attentamente i tabulati dei distretti si evincerebbe che la Sicilia è in piena emergenza sanitaria tanti e tali sono gli accertamenti sanitari che vengono effettuati specie nel settore privato.
Russo parla di tagli e dimentica che in Sicilia i ticket sui farmaci e sulle prestazioni specialistiche sono i più alti dell’intera Italia di circa il 200%, a fronte di un servizio scadente per professionalità e organizzazione.
Non tutto è marcio, la maggior parte dei lavoratori della sanità operano con professionalità e dedizione ma il progetto sanitario di risanamento non può prescindere da una vera riformatrice opera di moralizzazione dell’intero settore. 
Le parole di Russo appaiono per il popolo di Sicilia una solenne presa in giro perché alla fine di questo rinnovamento, tutto resterà come prima, sprechi e disservizi e i baroni della medicina e i “grandi manager” delle ASL e dei nosocomi rimarranno sempre al loro posto per fare danno all’utenza e alle casse della regione.

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