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Operazione antimafia a Carini – 10 arresti per 34 anni di estorsioni

Dieci gli ordini di custodia cautelare emessi dal GIP del Tribunale di Palermo su richiesta del P.M Paci della D.D.A., 7 notificati a persone già detenute in carcere (PASSALACQUA Giuseppe, PIPITONE Angelo Antonino, PIPITONE Vincenzo, PIPITONE Antonino, COVELLO Giulio, CANGIALOSI Girolamo, PECORARO Giuseppe), 1 notificato a persona agli arresti domiciliari (PASSALACQUA Calogero), e due a persone ancora in libertà (FERRANTI Massimiliano e CONIGLIARO Antonino).    
Le indagini condotte dalla Compagnia dei Carabinieri di Carini hanno ricostruito circa 30 anni di estorsioni nell’area industriale di Carini, grazie alla collaborazione di 9 imprenditori sostenuti dall’Associazione Antiracket “Libero Futuro”. Tutto sembra avere avvio da una rapina avvenuta a dicembre dello scorso anno ad una azienda nella zona industriale di Carini e dalle strane dichiarazioni dei titolari dell’impresa: “… noi eravamo sicuri, non era mai successo nulla, eravamo a posto!”. Le indagini dei Carabinieri hanno avuto riscontro quasi in tempo reale nelle dichiarazioni del pentito carinese Gaspare Pulizzi, che a fine gennaio del 2008 decide di saltare il fosso e collaborare con i magistrati, definendo anche la mappa delle estorsioni nella zona industriale di Carini, con nomi e cognomi di tutti quelli che pagavano il pizzo.
I riscontri della Compagnia dei Carabinieri di Carini e il ruolo fondamentale svolto dall’Associazione Antiracket “Libero Futuro” hanno permesso la svolta, portando 9 imprenditori a rompere per la prima volta il muro impenetrabile dell’omertà, permettendo di ricostruire estorsioni fin dal 1973, scendendo fino al dettaglio della singola estorsione: dalla bottiglia con i fiammiferi davanti al cancello della ditta agli escavatori dati alle fiamme.
Viene così ricostruita la cronologia dei reggenti del territorio: dai primi anni ’70 al 1997 circa Calogero Passalacqua; poi i fratelli Pipitone – Angelo Antonino, Giovan Battista e Vincenzo; arrestati questi si passa ai giovani Gaspare Pulizzi (arrestato il 5 novembre 2007 ed oggi collaboratore di giustizia) e Ferdinando Gallina detto Freddy (arrestato dai Carabinieri di Carini il 19 marzo 2008). Come ricostruito nel mandato di cattura definito “Occidente”, si delineano le forze in campo per la riscossione del pizzo e per i danneggiamenti da fare per chi si rifiutava di pagarlo. Nel nuovo provvedimento di custodia cautelare viene evidenziata l’estorsione andata a buon fine per il cantiere di ristrutturazione di un Bed&Breakfast di via Morello a Carini: a seguito del danneggiamento dei mezzi presenti in cantiere da parte di Giuseppe Pecoraro, su mandato di Gaspare Pulizzi e Ferdinando Gallina, l’imprenditore 20.000 euro come “messa a posto” nelle mani dello stesso Freddy Gallina.     
I nuovi arrestati Conigliaro Antonino e Ferranti Massimiliano sono invece incastrati dalle telecamere dei Carabinieri mentre una notte bloccavano i cancelli di due aziende della zona industriale di Carini apponendo catene e lucchetti. Le intercettazioni dei Carabinieri trovano ulteriori riscontri nelle conversazioni telefoniche dei due prima e dopo l’atto intimidatorio: “… al buio è meglio, non ci vedono in faccia … con il cappellino…” oppure: “… portami un catenaccio, che si è rotto da me …”, e sempre dello stesso tenore, nei giorni seguenti, “… vedi che quel coso non lo trovo io …” – “… allora lo devo comprare?…” – “… allora non hai capito niente che mi serviva ora…” – “… lo vado a comprare … dai … che devo fare … soldi non ne avevo e …” ; “… tra venti minuti ti vengo a prendere …” (conversazione intercettata alcune decine di minuti prima del verificarsi dell’atto intimidatorio); “… brutti discorsi …” – “… gli bruciamo il villino così …” (conversazione intercettata qualche settimana dopo il danneggiamento), risultano, alla luce di tutti i riscontri, assolutamente inequivocabili.      
Le attività estorsive compiute dalle nuove leve erano complete: dalla riscossione periodica del pizzo alle “una tantum”, dai danneggiamenti alle imprese alla segnalazione per le assunzioni del personale che spesso ricambiava informando i “segnalatori” sullo stato di salute delle aziende.      
Questi i nomi dei destinatari dei provvedimenti di custodia cautelare:  

  • PASSALACQUA Calogero Gio’ Battista, nato a Carini (PA) il 07.06.1931, in atto agli arresti domiciliari per Associazione di Tipo Mafioso ed altro;  
  • PASSALACQUA Giuseppe, nato a Carini (PA) il 21.02.1975, detenuto per Associazione di Tipo Mafioso ed altro nel carcere di Palmi (RC);  
  • PIPITONE Angelo Antonino, nato a Carini (PA) il 30.08.1943, detenuto per Associazione di Tipo Mafioso ed altro nel carcere di Melfi (PZ);  
  • PIPITONE Vincenzo, nato a Torretta (PA) il 05.02.1956, detenuto per Associazione di Tipo Mafioso ed altro nel carcere di L’Aquila;  
  • PIPITONE Antonino, nato a Palermo il 02.05.1969, detenuto per Associazione di Tipo Mafioso ed altro nel carcere di Palermo (“Pagliarelli”); 
  • COVELLO Giulio, nato a Carini (PA) il 14.02.1955, detenuto per Associazione di Tipo Mafioso ed altro nel carcere di Taranto; 
  • CANGIALOSI Girolamo, nato a Carini (PA) il 12.11.1958, detenuto per Associazione di Tipo Mafioso ed altro nel carcere di Palermo (“Ucciardone”);  
  • PECORARO Giuseppe, nato a Carini (PA) il 21.02.1975, detenuto per Associazione di Tipo Mafioso ed altro nel carcere di Palermo (“Pagliarelli”);  
  • CONIGLIARO Antonino, nato Carini (PA) il 13.09.1966, ivi residente via Lipari 22, coniugato, muratore, pregiudicato;
    • FERRANTI Massimiliano, nato Carini (PA) il 15.11.1976, ivi residente contrada Dietro Cappuccini snc, coniugato, muratore, pregiudicato

 (a.c)

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