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Marsala: incredibile, la Giunta viola la legge e lo Statuto comunale nel silenzio generale

La storia comincia il 29 dicembre del 2006 (solo nelle amministrazioni si “leggifera” durante le feste di Natale) quando la Giunta Galfano con delibera 440 approvata  all’unanimità dei presenti,  6 su 9, Eugenio Galfano, Sindaco, Leonardo Giacalone, Giuseppina Passalacqua, Paolo Pellegrino, Gaspare Galfano, e Antonio Vinci, stabilisce di acquisire le quote dei soci minoritari e contestualmente” procedere in tempi brevi  o addirittura immediati” all’aumento del capitale sociale della Società Consortile  “Liilybeo Marsala ar.l.” fino 598 mila  euro. Liilybeo Marsala è catalogata come Consorzio di Consulenza Di Direzione ed Organizzazione Aziendale. 

Decisione che appariva ed appare incredibile ove si pensi che le quote che il comune di Marsala andava ad acquistare avevano un valore di circa 3.000 euro in totale, ma la Giunta, deliberando inoltre di voler acquistare le quote capitali fino alla concorrenza dell’importo dell’eventuale aumento di capitale, metteva in atto una operazione complessa e piena di dubbi di legittimità e di procedura.

Parlammo di questo all’inizio del 2007  e stranamente il progetto si arenò. Con l’avvento di Carini il GAL ha subito una trasformazione divenendo parte integrante dell’ufficio di  gabinetto che vede Matilde Adamo dirigente. Delle quote non se ne parlò più e questa operazione sembrava essere sfumata perché probabilmente la Giunta Galfano si rese conto che la delibera era viziata da irregolarità de vizi di legittimità.

Adesso Carini rispolvera la delibera 440 e dà attuazione all’operazione mettendo in atto due clamorose violazioni alla norme di legge che essendo racchiuse nelle norme dello Statuto comunale, per semplicità riportiamo solo queste ultime.

Nella delibera di Giunta non viene riportato alcun riferimento dell’atto autorizzativo da parte del Consiglio Comunale e non è dato di sapere se esiste un atto del Commissario Straordinario ma la delibera del C.C. o del C.S. deve esserci anche se non riportata in calce alla delibera. Senza la delibera la stessa partecipazione al Consorzio sarebbe illegittima. Infatti la partecipazione a forme associative, su proposta della Giunta (art 18 comma 2.e dello Statuto Comunale), è soggetta alla responsabilità del Consiglio Comunale in ottemperanza all’art. 9 comma 2.

Agli atti del Consiglio Comunale non risulta alcun atto deliberativo e pertanto la Giunta non poteva e non può procedere all’acquisto di quote di capitale ed impegnare il Comune per un aumento di quota capitale di quasi 600 mila euro che praltro non risualtano iscritti a bilancio.

Premesso ciò, va rilevato che anche il semplice acquisto di quote di altri soci va autorizzato dal Consiglio Comunale poiché la giunta ha solo l’autorità di “… proporre (al Consiglio Comunale) la costituzione, la modificazione e l’estinzione di forme associative”  e non può autonomamente deliberare neanche la semplice modifica della sua partecipazione ad un consorzio e meno che mai acquisirne il controllo costituendo di fatto una società a capitale unico estromettendo il Consiglio Comunale, unico competente in materia.

In questa situazione di grave violazione delle norme, Marsala dorme e i politici continuano a giocare a Sala delle lapidi.

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