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Marsala : all’ITC Garibaldi amianto a gogo!

fibra di amianto
fibra di amianto

Abbiamo ricevuto diverse segnalazioni di studenti e genitori circa la presenza di amianto nella copertura e nel controsoffitto della palestra in uso all’ITC Garibaldi di Via Trapani e registrato la preoccupazione per come viene gestito il problema.  
Abbiamo verificato ed effettivamente il tetto ed il controsoffitto della palestra sono costituiti da materiali contenente  amianto.         
Il Dirigente dell’ITC, prof. Francesco Paolo Marino, da noi incontrato ci ha riferito che qualche tempo fa gli studenti si erano rifiutati di entrare in palestra proprio a causa dell’amianto. E’ stato chiesto alla Provincia, che paga un affitto di 240 mila euro l’anno per la struttura (ecco gli sprechi che si evidenziano con regolare quotidianità – in tre anni avrebbero costruito un gioiello tecnologico ed invece … meglio e più redditivo politicamente pagare a privati) di provvedere ad un controllo e ad un intervento di messa in sicurezza delle strutture in amianto. del caso se ne è occupato il settimanale Il Venerdì con il n. 5/2006.
Su richiesta della proprietà, Iniziative Spa, viene effettuato il rilevamento per determinare della quantità di fibre “aerodisperse” che secondo il rapporto 881 del 14.10.2008 sono “conformi alle normative vigenti”. Non comprendiamo. L’amianto non è conforme alle normative, tutt’al più le polveri sono in numero inferiore ai limiti di legge! La cosa strana però, è che nel rapporto viene specificato che il prelievo è stato effettuato il 7/10/2008 ma il campione risulta ricevuto in laboratorio il 16/9/2998(!) e non viene menzionato alcun prelievo di polveri all’interno ed all’esterno della palestra e le analisi dei campioni massivi delle coibentazioni e quelli delle polveri depositate che dovrebbero essere analizzati utilizzando sia la microscopia ottica in contrasto di fase (MOCF) sia quella elettronica a scansione (SEM). Le concentrazioni di fibre di amianto aerodisperse di norma vanno misurate analizzando le membrane di prelievo mediante SEM. L’area di lettura di ciascun filtro è di 1 mm2 e l’esame viene effettuato a 2000 ingrandimenti. Tutte le fibre rilevate nei campi di lettura e di dimensioni  regolamentate dovrebbero essere sottoposte ad analisi degli elementi tramite spettroscopia X a dispersione di energia (EDS. Tutte queste  informazioni dovrebbero essere l’essenza di una certificazione che analizza i  rischi della salute del cittadino. Invece, niente di niente.
Ritornando sulle analisi delle polveri aerodisperse non riusciamo a comprendere la validità di queste ove si consideri che una struttura in amianto posta alle intemperie e a continue sollecitazioni ed escursioni termiche  rilascia polveri e fibre non in un periodo pre-determinato, ma a seconda delle condizioni climatiche e d’uso in cui si trova, specie come nel caso della palestra che oltre al tetto in eternit è provvista di sottotetto in materiale contenente amianto, almeno questo è quanto ci è stato riferito dal Dirigente scolastico.     
La struttura dovrebbe essere messa in sicurezza, “monitorata” costantemente perché ogni  piccola perturbazione può risultare importante per la diffusione delle fibre nell’ambiente interno ed esterno. I possibili danneggiamenti possono derivare da attività di manutenzione, da infiltrazioni di acqua, da spostamenti di aria causati da condizionatori o ventilatori, da vibrazioni prodotte dall’attività che gli allievi svolgono all’interno della palestra, da eventi accidentali conseguenti alle attività degli occupanti oppure da deliberati atti vandalici. E’ necessario un programma di indagine ambientale e
e non sottovalutare il problema ed evitare interventi non controllati sui materiali e misurare periodicamente il rilascio di fibre di amianto.
La Provincia di Trapani ha l’obbligo morale e civico di pretendere dalla proprietà la rimozione del materiale inquinante oppure la messa i sicurezza della palestra con materiali inerti certificati e lavoro eseguito da ditta all’uopo specializzata e certificata. In questo caso però, consapevole dei  rischi connessi alla presenza di tale minerale dovrebbe adottare un programma di prevenzione che includa tra l’altro: la comunicazione al personale  dell’ubicazione dei materiali contenenti amianto, controlli sanitari periodici, lo svolgimento di corsi informativi sui rischi dell’esposizione all’amianto e sulle corrette procedure comportamentali, l’esecuzione “periodica e programmata” di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria.      
Non vogliamo fare allarmismo ma la situazione così com’è appare tutt’altro che rosea. La questione va risolta e la Provincia non può fare orecchie da mercante. Ne va della salute degli studenti e del personale docente e non docente. Delle due l’una, o la Provincia pretende la rimozione dell’amianto oppure deve pretendere la messa in sicurezza della struttura e l’organizzazione dei programmi di prevenzione e di indagine ambientale.

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