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Violazioni ambientali sull’Isola Lunga – Comune e Provincia assenti davanti al Gup

Perché tanta paura a costituirsi parte civile? 
MARSALA – Perché Comune e Provincia sono tanto riluttanti a costituirsi parte civile, davanti al gup Vito Marcello Saladino, nel procedimento penale ‘’Canale Vincenza più 16”?  C’è, forse, il timore di urtare la suscettibilità di qualche imputato ‘’eccellente”? O qualcosa di più serio? Come l’esistenza di una rete di connivenze, con comunione di interessi politici e di casta, che non consente di mettersi l’uno contro l’altro. Non si spiegherebbe altrimenti il fatto che in alcuni processi, come ad esempio quello per l’affaire del maxi-centro commerciale che doveva essere realizzato ad Amabilina, il Comune si è costituito parte civile e in questo, invece, no. Almeno finora. Il caso è quello relativo al presunto abusivismo edilizio, con ‘’violazioni delle norme e dei vincoli sulla tutela paesaggistica della riserva naturale dello Stagnone”, commesso sull’Isola Lunga nell’ambito dei lavori di ristrutturazione di alcuni vecchi immobili trasformati in Eco Resort dalla società Antiche Saline. E il gup Saladino è chiamato a decidere sulle 17 richieste di rinvio a giudizio avanzate dalla Procura. Ieri, però, alla prima udienza preliminare, per avanzare eventuale richiesta di costituzione di parte civile, non si sono presentati né i legali del Comune, né quelli della Provincia. Eppure, entrambi sono, in qualche modo, parte lesa. La Provincia è, infatti, l’ente gestore della Riserva, mentre i luoghi ricadono nel territorio di Marsala. E non si è fatto vivo neppure il ministero dell’Ambiente. Da Roma, però, fanno sapere di non aver ricevuto alcun atto di citazione (?). E’ quanto è stato comunicato al naturalista Enzo Sciabica, rappresentante dell’Ekoclub, associazione ambientalista che, assieme al Wwf e a Legambiente, ha depositato la richiesta di costituzione di parte civile. Imputati nel procedimento (ad alcuni viene contestato anche il reato di abuso d’ufficio) sono l’architetto Enza Canale, dirigente dello Sportello unico attività produttive, l’ingegnere Mario Stassi, anch’egli funzionario del Comune di Marsala, l’ex assessore provinciale al Territorio Angelo Mistretta (Mpa), Domenico Ottonello, Giovanni Curatolo, Maria Guccione, Antonino Provenza, Francesco Torre, Antonino Castelli, Maria Rosa Sciannaca, tutti componenti del consiglio provinciale scientifico, l’ex soprintendente Carmela Di Stefano, i tecnici della soprintendenza Sergio Alessandro e Silvio Manzo, l’architetto Roberto Manuguerra, progettista delle opere, Gaspare Buscaino, titolare dell’impresa Gble, e infine Giacomo D’Alì Staiti e Adele Occhipinti, proprietari dell’area e titolari della Antiche Saline. ‘’Ritengo – dichiarò, tempo fa, D’Alì – che sia il degrado ad essere incompatibile con la Riserva e non un edificio ristrutturato”. Dopo le prime battute, la prima udienza preliminare è stata rinviata al 18 dicembre per ‘’difetto di notifica” ad alcuni imputati. Comune, Provincia e ministero dell’Ambiente sono, dunque, ancora in tempo per formalizzare la richiesta di costituzione di parte civile. Lo faranno? 
(Euno)

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