mercoledì, Settembre 28, 2022
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CACCIA: ancora una bocciatura per la Regione Siciliana

Inutile massacro!
Inutile massacro!

L’Assessore La Via ha raggiunto l’invidiabile primato di vedersi bocciare una legge in soli due mesi ! Una prima volta dal TAR ed oggi dal Commissario dello Stato per la Regione Siciliana, che accogliendo un ricorso della LAV, ha  impugnato ben 3 dei 4 articoli della legge-sparatutto che prevedeva una vergognosa deregulation della caccia. Bloccato quindi l’indiscriminato uso delle doppiette. In particolare non si potrà abbattere gli  “animali domestici inselvatichiti” (che poi sarebbe da spiegare chi lo decide se sono diventati selvatici) che, con questa invenzione terminologica, sarebbero potuti finire sotto i colpi delle doppiette in parchi e riserve; non si potrà cacciare nei Parchi in casi di danni all’agricoltura e nelle aree protette dove la la fauna è anch’essa protetta: non si potrà abbattere la  fauna in aumento, salvi quindi i conigli del Parco dell’Etna e di molte riserve che, grazia al divieto di caccia, si erano riprodotti e perciò facevano gola a molte doppiette; non si potrà vendere le carni degli animali abbattuti nei parchi. Stop qindi al business di salsicce di cinghiale”.

Sconfitto quel malcostume istituzionale che all’Assemblea Regionale Siciliana fa più danni delle doppiette, perché condotto da uomini pubblici che violano con arroganza la legge; bocciato l’abuso dei poteri legislativi dell’Ars usati per regalare a cacciatori e bracconieri nuove norme che rendono più facile il saccheggio della fauna. Come avevamo denunciato, quelle norme ‘sparatutto’ha dichiarato Ennio Bonfanti, responsabile LAV Sicilia che ha aggiuntoche l’ineffabile Assessore all’agricoltura on. La Via aveva salutato con favore, come al solito, perché andavano in direzione delle esigenze della lobby armieristico-venatoria – erano frutto di un grossolano analfabetismo giuridico: norme totalmente incostituzionali che all’unanimità (nessun deputato all’Ars ha preso le difese degli animali selvatici!) hanno proposto e votato in spregio allo Statuto Speciale, usato come grimaldello per demolire le norme statali a tutela della fauna, ed alla Legge nazionale sulla caccia n.157 del 1992, vincolante anche per le regioni a speciale autonomia”. 

Con l’impugnativa commissariale – conclude Bonafanti – non solo si assicura il rispetto della legalità ma viene rispettato il sentimento protezionista ed animalista della maggioranza dell’opinione pubblica siciliana, ormai non più disposta a tollerare un massacro di animali selvatici – patrimonio della collettività – compiuto annualmente per il sadico divertimento di pochi. E’ sconcertante il fatto che armieri e cacciatori siano le uniche e vere “specie protette” per la Regione, che antepone gli interessi della lobby venatoria a quelli generali della collettività: pur di accaparrarsi i voti delle doppiette, il Governo regionale e la maggioranza di Sala d’Ercole – con un’inesistente opposizione a queste norme scandalose – sono stati in grado di dire ‘si’ alla mattanza di decine di migliaia di animali in più che le nuove norme rischiavano di produrre. Un massacro infame scongiurato dall’intervento autorevole del Commissario”.

Non sarebbe bene per l’Assessore La Via di prendere ripetizioni di diritto, politica, economia e regolamenti?

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