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Marsala: cosa succede quando la legge va contro la legge?

Niente è la risposta più semplice. I giudici non pagano per i loro errori e non c’è alcuna istituzione che interviene per correggerne l’errore. Il risultato è che il cittadino che viene penalizzato da decisioni che vanno contro le norme di legge, rimane stritolato nella morsa tremenda di un sistema che fa acqua da tutte le parti e che sembra auto proteggersi.
Riprendiamo il caso dell’azienda Ittica Mediterranea, dichiarata fallita dal Tribunale di Marsala nel 2003 che dopo ben 5 anni è ancora un caso irrisolto e con tanti lati dubbi.
L’ Ittica Mediterranea è un azienda di acquacoltura e in quanto tale, a norma delle disposzioni di legge in materia, non poteva essere dichiarata fallita perché assimilata a tutti gli effetti ad attività imprenditoriale agricola quando i redditi prevalenti rispetto a quelli di altre attività economiche non agricole svolte dallo stesso soggetto. Il comma 2 dell’articolo 2, legge  5 febbraio 1992 n. 102 modificato  con l’articolo 9 della l. 27 marzo 2001, n. 122 precisa che sono imprenditori agricoli ai sensi dell’art 2135 del C.C. i soggetti,. Persone fisiche o giuridiche, singoli o associati, che esercitano l’acquacoltura e le connesse attività di prelievo sia in acque dolci sia in acque salmastre e marine.  
Secondo la sentenza di fallimento emessa dal Tribunale di Marsala il fallimento della società Ittica Mediterranea sarebbe stato possibile perché nello statuto societario erano previste attività economiche non agricole, fatto che però appare irrilevante alla luce del citato art. 2 comma 2 della l. 102/1992 modificata con la l. 122/2001. 
Va da se che in ottemperanza a questa precisa norma di legge l’Ittica Mediterranea non sarebbe un soggetto fallibile e pertanto i giudici avrebbero operato una vera e propria forzatura decidendone il fallimento.
La sentenza ovviamente è oggetto di ricorso in appello ma se nel merito decideranno i giudici di appello, la cosa che appare strana è che i giudici fallimentari hanno nominato curatore fallimentare l’avv. Francesco Trapani che, ove non si tratti di un caso di omonimia, appare nel dispositivo di sentenza come l’avvocato di una azienda creditrice che ha determinato il fallimento di Ittica Mediterranea.
L’odissea della famiglia Morsello, proprietaria dell’attività continua e quattro giorni fa i coniugi Morsello hanno cominciato ‘ennesino sciopero della fame per sollecitare le istituzioni ad intervenire per sanare quello che sembra un caso intricato ed inestricabile.

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