mercoledì, Settembre 28, 2022
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La NATO cerca di “calmare” i pakistani. Intanto il Segretario della Nato conferma indirettamente gli insuccessi della coalizione.

Aree tribali (Fata)
Aree tribali (Fata)

I problemi creati dalle incursioni Usa in territorio pakistano stanno cominciando a creare grossi problemi alla coalizione internazionale (Isaf) se la NATO ha ritenuto di far sentire la sua voce.
Secondo quanto dichiarato dal Segretario Generale della Nato, Jaap de Hoop Scheffer tutte le parti coinvolti nel conflitto contro il terrorismo devono contribuire a rafforzare la sicurezza lungo il confine che corre tra Pakistan e Afghanistan, dove di recente gli Stati Uniti hanno effettuato incursioni di terra e missilistiche, causando anche ingenti perdite di civili.
I ministri della difesa della NATO riunitisi per colloqui informali, hanno sottolineato la necessità di rafforzare i contatti tra la NATO e il governo pakistano, che è da par suo è irritato per le continue azioni militari degli USA sul proprio territorio.
Per migliorare la sicurezza della frontiera è necessario una più stretta collaborazione tra NATO, USA,  e Pakistan, ma dalle dichiarazioni dei ministri sembra che questi non prendano in considerazione l’atteggiamento “solitario” degli USA che con le loro truppe sempre più spesso operano senza il coordinamento con tutta la coalizione. La situazione di due comandi e due missioni denota un forte scollamento fra le parti. Gli USA vogliono avere la mani libere e questo, forse, è uno dei motivi del fallimento della politica internazionale in Afghanistan e Pakistan.
Hoop probabilmente fa una mossa sbagliata. Scarica definitivamente Musharraf e si affida al nuovo presidente pakistano secondo lui gli dà la speranza che questo sia il momento giusto per un nuovo approccio”.
La Nato comunque secondo De Hoop Scheffer ha bisogno di stabilire un dialogo permanente tra l’Afghanistan, il Pakistan e la comunità internazionale ed ha ammesso che l’Afghanistan sembra fornire solo cattive notizie, ma ha anche insistito che la vittoria resta alla portata delle truppe della coalizione.
Secondo de Hoop Scheffer, “Isaf non sarà sconfitta, né tatticamente né operativamente” e “i talebani “continuano a subire pesanti perdite” e “non sono stati in grado di strangolare Kabul“.
L’ultima dichiarazione però appare come una dichiarazione di sconfitta considerato che agli annunci di centinaia di morti talebane, si contrappone una situazione di ampliamento delle zone afghane sotto il controllo dei militanti.
Da sei anni si combatte in Afghanistan e la coalizione internazionale mostra di non sapere che pesci prendere e soprattutto di non sapere contro chi sta combattendo. I talebani combattono per una ideale, sbagliato ma pur sempre un ideale, gli occidentali invece, combattono un nemico che non vedono, di cui non sanno nulla e soprattutto, senza sapere esattamente per che cosa combattono.

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