mercoledì, Settembre 28, 2022
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SICILIA: esplode il sistema “assistenziale” , ma i sindacati non vedono


Quanti raccomandati?
Quanti raccomandati?

Stamani alcuni quotidiani nazionali riportano con enfasi la situazione catastrofica in cui si trova la Sicilia.
Si mette il punto sugli sprechi e sui privilegi assurdi che sono stati concessi ad un folto numero di “assistiti” da una classe politica siciliana che in 60 anni di storia autonomistica, ha realizzato il più vasto e costoso sistema di consensi elettorali
ed assistenzialista presente nel mondo occidentale.
Abbiamo spesso riportato sulle pagine di questo giornale le vergognose situazioni presenti,  gli sprechi miliardari, l’assurda istituzione di corsi professionali che non servono assolutamente a nulla ma che fagocitano qualcosa come 300 milioni di euro l’anno, lo spropositato numero di personale in servizio alla Regione e agli stessi forestali trimestrali che, come ricordato da Libero, quasi che la Sicilia avesse una foresta amazzonica da controllare.
Ora si taglia la sanità e si fa passare il messaggio che i mali della Sicilia provengono dal questo settore di primaria importanza, terreno di forti interessi e speculazioni da parte di imprenditori e politici per oltre 30 anni.
Ma nel frattempo aumenta il numero dei dipendenti della Regione e continuano i finanziamenti a pioggia per grandi progetti inutili a tutto danno dei servizi pubblici. Continuano le assunzioni clientelari e continuano le assurde richieste dei sindacati che hanno fatto dei regionali una vera e propria casta di intoccabili.  
Catania è sull’orlo del fallimento, le luci della città vengono spente a turno in varie zone della città per risparmiare sulla bolletta Enel, Palermo è al limite e si trova, come Catania, collassata da un numero enorme e spropositato di impiegati. Il capoluogo compete con la Regione Siciliana come numero di addetti, circa 21 mila. 
Ma in generale tutta la Sicilia, tutte le amministrazioni locali siciliani sono sull’orlo della bancarotta e da tempo immemore deficitarie nel campo dei servizi e della corretta e trasparente amministrazione.
Di isole felici in questa Isola “felice” non ce ne sono. E fra non molto tutti saremo chiamati a pagare il dazio.
Ora qualcuno cerca timidamente di mettere un freno allo spreco ed ai privilegi ben sapendo che a meno di una azione riformatrice che non tenga conto del consenso elettorale, situazione impensabile in Sicilia, sarà difficile mandare a casa migliaia di impiegati e dirigenti inutili.
La situazione è difficile ma la classe politica siciliana non sembra, nel complesso, aver preso coscienza che di questo passo saròà essa stata risucchiata nel baratro.
Il fallimento del sistema assistenzialista siciliano alla fine sarà uno tzunami anche per chi oggi si gongola a Palazzo Reale e Palazzo D’Orleans. 

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