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Ponte sullo Stretto – gli sprechi di denaro pubblico in "fase avanzata"

“Le opportunità offerte dal Quadro Strategico Nazionale 2007/2013 (QSN) e dal Programma Operativo Nazionale (PON) ‘Reti e Mobilità’ 2007-2013 assumono una grandissima rilevanza per affrontare il problema del gap infrastrutturale italiano, in particolare delle regioni del Mezzogiorno”. È quanto ha affermato il Presidente dell’Anas Pietro Ciucci, intervenendo oggi a Napoli alla giornata di studi sul tema: “Il PON reti e mobilita’ 2007-2013 nel segno della continuità”.
Nell’ambito del precedente Programma Operativo Nazionale Trasporti 2000-2006, che prevedeva risorse per investimenti infrastrutturali in sei regioni del Mezzogiorno (Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna) per un importo complessivo di 4.520 milioni di euro, all’Anas erano stati assegnati 1.407 milioni di euro (di cui circa il 45-50% a carico del Fondo europeo di sviluppo regionale FESR e il restante finanziato dal Fondo di Rotazione ex lege 183/87), pari a una percentuale di oltre il 31%.
Secondo Ciucci, l’Anas è al lavoro con grande determinazione per recuperare il gap infrastrutturale del Mezzogiorno, le cui regioni rappresentano una piattaforma logistica strategica per i traffici del Mediterraneo, anche in funzione dei corridoi europei 1 Berlino-Palermo e 8 Bari-Varna”. In particolare l’Anas è impegnata a completare entro il 2012-2013 l’autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria e, attraverso la società partecipata Stretto di Messina, è impegnata a realizzare il Ponte sullo Stretto.
Per il ponte inutle il Presidente Ciucci auspica un contributo europeo in quanto l’opera è anello essenziale nell’ambito del Corridoio europeo n. 1 Berlino-Palermo”. Sembra evidente quindi che soldi in prospettiva non ce ne siano.
Però è strano questo ponte. Per il corridoio 1 Palermo / Berlino l’Italia insiste sul ponte “Berlusconi” ma nei piani europei non se ne parla da nessuna parte e non è prevista alcuna spesa europea per la struttura, mentre per il corridoio 8 tra Bari e Varna  si parla, correttamente, di potenziamento dei porti. Quello che sarebbe ovvio fare anche in in Sicilia e Calabria.  
Già dalla seconda metà del 2008 è stato dato inizio ad una serie di azioni propedeutiche al riavvio dell’opera, fra le quali: l’aggiornamento dei corrispettivi contrattuali con il General Contractor (Impregilo Spa), il Monitore ambientale (Fenice Spa) e il Project Management Consultant (Parsons Transportation Group), nonché l’aggiornamento della convenzione con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e del piano finanziario. Siccome questa struttura SpA è formata da aziende pubbliche, paga … pantalone.
“Il nostro programma – ha concluso Ciucci – è di dare avvio il prossimo anno alle attività di progettazione definitiva, con l’obiettivo di cantierare i lavori entro la metà del 2010 e di inaugurare la nuova opera entro il 2016”.
Intanto questo ponte che non doveva costare nulla agli italiani secondo Berlusconi, ci costerà molto e già senza aver chiaro il quadro generale dei finanziamenti necessari, la Società del Ponte  ha cominciato a sperperare denaro pubblico.
Le lobby del cemento, dell’acciaio, dei grandi gruppi finanziari del nord Italia, dell’Impregilo e aziende collegate, del movimento terra e le organizzazioni criminali, sono in referente attesa.
La torta, per un progetto inutile, pazzesco e costosissimo è grande. C’è spazio per tutti. Aspettate gente, aspettate!
Che si faccia o no questo ponte comunque è una gallina dalle uova d’oro. Si spreca denaro pubblico perché in definitiva chi paga è il cittadino con tasse e gabelle.

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