mercoledì, Settembre 28, 2022
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Pakistan – Distrutto da un attentato il Marriot Hotel di Islamabad.

Il Marriot Hotel
Il Marriot Hotel

Gli Usa gettano benzina sul fondamentalismo islamico e  AlQaida accende la miccia.
Era prevedibile che un attentato di così grosse dimensioni potesse accadere ed è successo. Il Marriot Hotel, di proprietà della famiglia Ashwani, da sempre considerato  punto di riferimento per la comunità internazionale , molto vicino al Parlamento pakistano da cui dista non più di un chilometro, è stato distrutto da un attentato terroristico già rivendicato dal movimento  Tehrik-e-Taliban, legato ad Al Qaeda, sospettato di essere l’esecutore materiale dell’omicidio di Benazir Bhutto.
Se la rivendicazione fosse confermata, l’attentato potrebbe essere la conseguenza delle continue incursioni americane sul territorio pakistano lungo la frontiera con l’Afghanistan  e del fatto che il governo pakistano non avrebbe mantenuto i patti sottoscritti all’inizio dell’anno con il movimento del comandante nominato capo indiscusso da un gruppo di 40  senior leaders talebani rappresentanti sette agenzie tribali del nord e del sud Waziristan, Khyber, Orakazi, Bajaur, Mohmand, and Kurram, e dei distretti dello  Swat, Bannu, Tank, Lakki Marwat, Dera Ismail Khan, Kohistan, Buner, e  Malakand.
Profetiche le parole del portavoce del movimento,  Maulvi Omar, che a dicembre aveva ribadito che se il governo pakistano avesse lanciato una campagna militare nelle aree tribali sarebbe stato pagato con la stessa moneta.
Le continue incursioni militari americane nell’area hanno molto probabilmente accelerato la Jihad dei talebani pakistani all’interno del paese.
Il Pakistan prima dell’intervento militare USA ed occidentale in Afghanistan, viveva, con le sue contraddizioni ed i suoi problemi, una situazione comunque “tranquilla” e il paese poteva essere considerato sicuro. Lentamente, con quella calma che li contraddistingue e con grandi sforzi, i pakistani aveva iniziato un non facile percorso di avvicinamento all’occidente.  La visita che il presidente Musharraf ha effettuato a Roma esattamente 4 anni fa, definita storica perché la prima di un presidente pakistano in Italia, con un seguito di un centinaio di imprenditori pakistani, è stata per certi aspetti la dimostrazione dell’interesse che il  governo pakistano ha per l’Italia e l’Europa.
Il 2001 ha stravolto tutto e le incursioni USA  in territorio pakistano che hanno provocato le forti proteste del governo e le dure prese di posizioni dei capi tribali,  hanno definitivamente distrutto il precario equilibrio che c’era nel paese e fatto esplodere l’antiamericanismo latente e mai sopito, specie nei territori di frontiera e del Nord West Frontier.
Il momento non è facile ma potrebbe essere ancora possibile evitare una sanguinosa guerra civile a condizione che gli USA cessino le incursioni in terra pakistana e che il governo pakistano riesca a stabilizzare la situazione nelle aree tribali.
In caso contrario è prevedibile che la situazione possa degenerare e divenire incontrollabile, perché l’esercito di Baitullah Mehsud  è accreditato di oltre 30 mila uomini ben addestrati e soprattutto profondi conoscitori del territorio.
La polveriera Pakistan non è ancora saltata ma se gli americani insisteranno a violare il territorio pakistano per combattere AlQaida, rischiano di trovarsi stretti tra due fuochi in un terreno ostile che non conoscono mentre il Pakistan potrebbe rimanere invischiato in una guerra che potrebbe allargarsi oltre le aree tribali e della frontiera con l’Afghanistan.
Però in campo ci sono gli USA che sembra abbiano avuto al soldo Baitullah come addestratore, ed adesso con la scusa della sua presenza nel Waziristan sconfinano in terra pakistana per catturarlo, mentre dalla parte pakistana si cerca, o si cercava di arrivare ad un accordo per il cessate il fuoco.

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