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Benvenuta in Sicilia Signora Garibaldi, speriamo che come il suo avo, sappia chiedere scusa ai siciliani e non venga a riproporci la “verità di stato”.

Il fatto che una pronipote di Giuseppe Garibaldi venga in Sicilia, e più esattamete a Capo d’Orlando, non può che fare piacere ai Siciliani ed, in particolare, ai “Paladini”. E soprattutto ad Enzo SINDONI, Sindaco della Cittadina che è leader in materia di ospitalità turistica e che recentemente si è posta anche all’avanguardia nella benemerita opera di ricerca della verità storica. Nonchè di difesa del diritto al recupero della  memoria storica e della  dignità del Popolo Siciliano tutto. Ne valeva la pena!
La Signora Anita jr. potrà rendersi conto personalmente di quanto siano importanti per i Siciliani i valori dell’ospitalità, dell’accoglienza, dell’amicizia e degli scambi culturali. Sì, perchè riteniano che la gentile ospite darà, – anche  con la sua sola presenza, – un contributo al dibattito su un periodo storico controverso, quale fu, appunto, quello del Risorgimento italiano in Sicilia, che non può essere certamente spiegato con una bella favola o, peggio, con un “mito” fondamentalmente falso e bugiardo.
Vorremmo, tuttavia, un contributo culturale più attivo che non quello della sola presenza. Pur se, francamente, non crediamo che la Nipotina possa smentire le pesanti ammissioni che il famoso Antenato fece, per iscritto,  alla Signora Adelaide CAIROLI sulle disastrose condizioni nelle quali si erano venuti a trovare il Sud Italia e la Sicilia a seguito della “conquista” del 1860. Nè che possa smentire lo stesso Eroe dei Due Mondi laddove questi, nelle proprie “MEMORIE”, sia pure manifestando dolore, aveva raccontato di avere fatto il MERCENARIO ed il CORSARO; di avere comandato e guidato operazioni di SACCHEGGIO e di RAPPRESAGLIA nei confronti di popolazioni inermi nel Sud-America e di avere compiuto tante azioni poco edificanti. Chiediamo soltanto il “possibile”.
Ed è appena il caso di evidenziare che, per quanto riguarda la conquista del Sud e i fatti politico-militari che li avevano determinati, Garibaldi, dentro e fuori il suo libro di MEMORIE, ha la debolezza di fare proprio ciò che raccontava, intanto, l’AGIOGRAFIA RISORGIMENTALE. Ed anche questo è comprensibile. L’Eroe non avrebbe potuto trovare, infatti, niente di meglio. E magari avrà avuto pure modo di tirare – così – un sospiro di sollievo e avrà rivolto idealmente un sorriso bonario alla fantasia galoppante dei suoi ammiratori e di quella dei molteplici Rappresentanti della Cultura Ufficiale italiana, attestati sulla stessa linea.
E’ probabile, pertanto, che, in proposito, la Signora Anita jr. non possa dire niente di più e niente di meglio (…. si fa per dire). Ma non ci rassegnamo. Speriamo sinceramente che la volenterosa Anita jr., anzichè farsi strumentalizzare o adagiarsi sulla “mitologia” e sui luoghi comuni (e pur sempre infondati), si mostri disponibile ad allargare le ragioni della propria discesa in campo, appunto, contribuendo a stimolare una più ampia ed articolata ricerca della VERITA’.
Non pretendiamo neppure che la illustre Ospite ci parli di Garibaldi “MOSCA COCCHIERA” del Progetto inglese o delle battaglie taroccate. Si potrebbe, invece, parlare, ad esempio, dei TANTI Decreti emanati dal Dittatore Generale (e non soltanto di quello, sempre citato e decantato, con il quale sarebbero stati aboliti il baciamano da uomo a uomo e il titolo di “Eccellenza”). Desideriamo, cioè, che si parli di quei Decreti con i quali si promettevano terre demaniali, – sottratte di fatto alla disponibilità dei veri contadini, – ai suoi seguaci; o con i quali si istituivano compensi favolosi ai soldati che dall’Esercito duosiciliano passassero a quello anglo-piemontese-garibaldino; o con i quali si istituivano pensioni ereditarie trasmissibili agli eredi (alle quali potevano accedere anche i PICCIOTTI di MAFIA che avevano seguito e/o seguivano l’Eroe), eccetera, eccetera. Tutti provvedimenti, insomma, che – se vi fosse stato un minimo di consenso da parte dei Siciliani – non vi sarebbe stato bisogno di adottare. Tutto ciò, anche a prescindere da ogni considerazione sulla DISONESTA’ morale e politica dei Decreti in questione. Cominceremmo, così, ad andare sul concreto, lasciando alle nostre spalle le favole ed i miti.
Vorrà la Signora Anita aprire un dibattito del genere? Speriamo di sì, tanto più che, paradossalmente, in Sicilia (e lo diciamo con rispetto e senza spirito polemico) non sono affatto pochi gli ANTI-SICILIANI  gli stessi Siciliani che non conoscono le vicende risorgimentali, delle quali ancora oggi la Sicilia è condannata a subire le tragiche conseguenze.

Giuseppe Scianò – Segretario FNS

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