venerdì, Ottobre 7, 2022
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Aeroporto di Birgi: i disservizi di Airbee mettono a nudo inefficienze, scarsa professionalità e gravi errori politici

Il deputato regionale Giulia Adamo interviene pesantemente sulla grave situazione dell’aeroporto di Trapani/Birgi a causa del continuo ripetersi di ritardi, alcune volte di diverse ore, dei voli di Airbee che dal 1° Luglio ha sostituito Airone.
Più in basso di così proprio credo che non si possa scendere. La terribile situazione in cui versa l’aeroporto “Vincenzo Florio” ci lascia sconcertati  e ci obbliga a chiedere le immediate dimissioni del duo Ombra – Poma, unici veri responsabili di questa vera e propria debacle“.La responsabilità dell’attuale disastro è, secondo Giulia Adamo, interamente da addebitarsi al  Ombra – Poma “che cercano, paradossalmente, di scaricare responsabilità su altri quando ben sanno che i soli unici veri artifici di questo disastro sono solo ed esclusivamente loro“.
La gestione di Airgest sotto ogni profilo appare fallimentare ma se appare incontestabile l’accusa che Giulia Adamo fa a Ombra e Poma quali attuali “responsabili”, è altrettanto vero che Birgi è un aeroporto “politico” che la politica non ha mai saputo, o forse non ha mai voluto, far crescere.
Birgi è stato considerato, ma probabilmente lo è ancora, come una valvola di sfogo per posti di sottogoverno e serbatoio di voti per assunzioni clientelari.
Non c’è un progetto di gestione e rimane la classica incompiuta a dimostrazione della pochezza politica siciliana.

Non è ricercando a tutti i costi un partner aereo che si implementa il traffico. L’offerta globale e la diversificazione, turistica ed economica, sono per la legge del mercato globale, l’elemento fondante del traffico aereo.

Birgi, a differenza degli aeroporti di Catania e Palermo, è nato non per vere necessità operative ed economiche, ma per volontà politiche senza peraltro aver valutato con attenzione quali e quanti variabili fanno diventare una struttura “aeroporto”.

Come non ricordare che a settembre del 2007 Airgest comunicava l’inizio di voli per Stoccolma, Tirana, Bologna e Bruxelles con la compagnia ClubAir. Basta guardare il tabellone dei voli di Birgi per vedere che questa compagnia non esiste e non c’è alcun collegamento con Bologna, con Tirana e con Bruxelles.
L’aeroporto di Trapani, secondo il pensiero ricorrente, dovrebbe divenire uno dei principali nodi di accesso alla Sicilia e alle isole minori, ma questo si scontra con la dura realtà del mercato. Palermo e Catania non cederanno mai a Birgi e Comiso, quelli che secondo Ombra sarebbero “satelliti”, quote di mercato, ma del resto il mercato non sposterà se non troverà “convenienza”.

Birgi come Comiso deve pensare ad un proprio piano di intervento prima ancora di sperperare i 20 milioni di euro che si pensa possano arrivare con il Piano di investimenti per gli aeroporti.
Un incompiuta che dalla sua realizzazione ha solo comportato notevoli perdite e nessun beneficio per l’economia e il turismo del trapanese che per oltre il 90% si appoggia ancora allo scalo palermitano che si raggiunge in soli 50 minuti, tempo medio di percorrenza dalle grandi città agli scali aerei (vedi MIlano, Roma, Napoli etc).
Questa la cruda realtà. O si cambia mentalità o è meglio chiudere.

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